Bonus caldaia 2026 2027: incentivi e regole
Bonus caldaia a condensazione: come richiedere gli incentivi e le detrazioni enea, quando spettano e a chi. Ecobonus, ristrutturazioni, conto termico.

Pessime notizie, dal 1 gennaio 2025, l'acquisto di una caldaia a condensazione servita da metano o GPL non è più agevolabile (sono difatti esclusi dagli incentivi bonus casa ed ecobonus la "sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili").
Oggi, l'unico modo per ottenere i bonus sulle caldaie è optare per un sistema ibrido, cioè un generatore costituito da una caldaia e una pompa di calore!
Importante, gli incentivi valgono solo nel caso in cui, alla data della richiesta di detrazione, l'immobile è “esistente”, accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi;
Partiamo con il primo bonus:
Ecobonus caldaia+ pompa di calore
Tramite l'ecobonus per il risparmio energetico potrai detrarre parte della spesa complessiva di installazione e fornitura di un sistema ibrido caldaia + pompa di calore. La percentuale di spesa recuperabile dipende dall'anno di sostenimento delle spese e dall'immobile oggetto di intervento.
Di seguito una tabella da cui puoi desumere quale percentuale di spesa ti spetta:
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Su abitazione principale e da parte di proprietari e titolari diritti reali |
su altri immobili e/o da parte di altri soggetti |
Detrazione massima |
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fino al |
Variabile in base all'intervento |
Variabile in base all'intervento |
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2025 e 2026 |
50% |
36% |
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2027 |
36% |
30 % |
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Ti faccio un esempio con aliquota 50%. Immagina di acquistare e posare una caldaia a condensazione e di spendere 10.000 €. L'Agenzia delle Entrate ti restituirà il 50 % in detrazioni Irpef. Quindi, l'Agenzia, non ti verserà sul conto 5.000 € (50% di 10.000 €), ma ti restituirà la somma scalandola dalle tasse future, in 10 rate annuali. In pratica, ogni anno pagherai 500 € di tasse in meno.
Requisiti tecnici dell'intervento per ottenere l'ecobonus
- L’intervento deve configurarsi come sostituzione integrale o parziale del vecchio impianto termico e non come nuova installazione (vedere le faq n. 5D e 6D).
- Il sistema ibrido deve essere costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, realizzati e concepiti per funzionare in abbinamento tra loro.
- Il rapporto tra la potenza termica utile nominale della pompa di calore e la potenza termica utile nominale della caldaia deve essere ≤ 0,5.
- Per interventi con data di inizio lavori antecedente al 6 ottobre 2020, il coefficiente di prestazione (COP) della pompa di calore deve essere maggiore o uguale ai valori minimi fissati nell’allegato I al D.M. 6.08.2009.
- Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, il coefficiente di prestazione (COP) della pompa di calore deve essere maggiore o uguale ai valori minimi fissati nell’allegato F al D.M. 6.08.2020.
- La caldaia deve essere del tipo a condensazione e il rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale, deve essere ≥ 93 + 2 log Pn 5 . Per valori superiori a 400 kW, nel calcolo del logaritmo si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW.
- Per impianti di potenza utile della caldaia superiore a 100 kW, oltre ai precedenti requisiti:
- deve essere adottato un bruciatore di tipo modulante;
- la regolazione climatica deve agire direttamente sul bruciatore;
- deve essere installata una pompa elettronica a giri variabili o sistemi assimilabili.
- Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, la potenza termica complessiva dei nuovi generatori installati, nel caso specifico solo la somma delle potenze delle caldaie a condensazione, non può superare per più del 10% la potenza dei generatori sostituiti, salvo che l’incremento di potenza sia motivato con la verifica dimensionale dell’impianto di riscaldamento eseguita ai sensi della norma UNI 12831. Nel caso di generatori di calore unifamiliari combinati (climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria), sono ammesse potenze nominali fino a 35 kW.
- Ove tecnicamente compatibile, sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altro sistema di termoregolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti, corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente (di tipo modulante e agente sulla portata).
- Il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate. Per interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre 2020, tale requisito è richiesto e va riportato nell’asseverazione per impianti di potenza termica utile della caldaia superiore a 100 kW.
- Devono essere rispettate le norme nazionali e locali vigenti in materia urbanistica, edilizia, di efficienza energetica e di sicurezza (impianti, ambiente, lavoro).
- Per la sostituzione di un impianto sotto i 100 kW, visto che l'asseverazione circa il rispetto dell’efficienza energetica stagionale per il riscaldamento può essere sostituita dalla dichiarazione del fornitore, l'ammontare massimo delle detrazioni fiscali è calcolato sulla base dei massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento di cui all'allegato I, sempre del Decreto Requisiti.
Bonus ristrutturazione
Passiamo alla seconda opzione, il bonus casa la cui aliquota, anche in questo caso, varia:
Di seguito una tabella da cui puoi desumere quale percentuale di spesa ti spetta:
| Anno | Abitazione principale (proprietari e titolari di diritti reali) | Altri immobili (o altri soggetti) | Massimale di spesa |
|---|---|---|---|
| 2025 e 2026 | 50% | 36% | 96.000 € |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000 € |
| Dal 2028 al 2033 | 30% | 30% | 48.000 € |
| Dal 2034 | 36% | 36% | 48.000 € |
Scegliendo il bonus casa potresti aderire anche al bonus mobili;
Spese detraibili
Potrai detrarre: la fornitura della caldaia e di tutti gli accessori, la manodopera, le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, il compenso per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti, le spese per perizie e sopralluoghi, l’IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le comunicazioni di inizio lavori.
Tra le spese detraibili, è presente la parcella del professionista. Difatti, per l'installazione dell'impianto, potresti aver bisogno di un ingegnere, architetto o geometra che rediga la pratica CILA e la relazione energetica "ex-legge 10" che attesta il rispetto della normativa sull'efficienza energetica.

Limiti, spesa massima e bonifico parlante.
Per tutti i bonus, i pagamenti dovranno avvenire attraverso il bonifico parlante, identico a quelli standard ma con causali specifiche. Molte banche hanno predisposto dei bonifici pre-compilati. Sicuramente tra i servizi online della banca troverai questa opzione. Comunque, la corretta dicitura della causale nel caso di ecobonus è la seguente:

Per il bonus casa, la causale è: "Lavori edilizi (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) – Pagamento fattura n. ___ del___ a favore di ___ partita Iva ___, C.f. beneficiario detrazione_________”.

A chi spetta la detrazione?
Importante! Le detrazioni spettano a:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari (affittuari) o comodatari;
- familiari conviventi;
In particolare, la detrazione spetta a chi effettua il pagamento e in entrambi i casi sopracitati, entro 90 giorni dalla data di fine lavori, bisognerà comunicare all'Enea la spesa sostenuta e le caratteristiche dell'impianto.

La documentazione raccolta (bonifici, fatture, asseverazioni a firma del tecnico incaricato) andrà poi consegnata al proprio consulente fiscale/caf entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Attenzione a non smarrire questi documenti, in caso di controllo perdereste le detrazioni.
Quale IVA si applica per gli interventi volti al risparmio energetico?
L'Agenzia delle Entrate, per favorire ulteriormente la riqualificazione del patrimonio immobiliare uso residenziale, ha ridotto l'iva da pagare su beni e servizi.
In particolare, pagherai:
IVA al 4%:
tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di servoscala montascale, abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli dei gradini, installazione rampe)
IVA 22%:
gli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori;
acquisto di beni finiti, quando è diretto, da parte del committente, presso il negozio o il deposito di materiali edili.
IVA 10%:
- prestazioni di servizi (manodopera) relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria;
- beni , solo se la relativa fornitura è posta in essere nell'ambito del contratto di appalto. Quindi, l'aliquota agevolata al 10% dei beni, sarà applicata solo se questi prodotti saranno inclusi all'interno del contratto di appalto che il committente stipulerà con l'impresa. L'impresa, in questo caso, acquisterà i prodotti dal fornitore (mattonelle, pavimenti, sanitari, etc) con l'IVA al 22% e poi applicherà al committente l'IVA al 10% (andando quindi in "credito d'IVA" nei confronti dello Stato);
L'iva al 10%, se acquisti direttamente tu, puoi ottenerla solo se i tuoi lavori ricadono in restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. Non in manutenzione straordinaria.
Discorso a parte, quando l’appaltatore fornisce beni di valore significativo (ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni e impianti di sicurezza) il 10% si applica ai predetti beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del valore dei beni stessi.
Vediamo un esempio: Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui 4.000 euro è il costo per la prestazione lavorativa, 6.000 euro è il costo dei beni significativi (per esempio, rubinetteria e sanitari).
L’Iva al 10% si applica sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e il costo dei beni significativi: 10.000 - 6.000 = 4.000. Sul valore residuo degli stessi beni (pari a 2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. Leggi questo articolo per approfondire.
Cosa far mettere in fattura?
Ho voluto realizzare questo paragrafo, in quanto, la corretta descrizione della fattura è essenziale per non aver contestazioni dall'Agenzia delle Entrate.
Gli elementi essenziali sono: tipo di opera (manutenzione straordinaria, ordinaria, risanamento, ristrutturazione), descrizione intervento, localizzazione dell'immobile (indirizzo ed estremi catastali) ed eventuale pratica comunale (se necessaria).
Vediamo un esempio:
Descrizione
"Fornitura e posa in opera caldaia a condensazione (completa di sistema di termoregolazione) Immobile sito in via Roma 14 Firenze distinto al NCEU al foglio xx p.lla xx sub x. Cila n°__ del ______ (se necessaria)"
Conto termico
Il sistema ibrido può essere incentivato anche tramite conto termico.
Spero di averti detto tutto e che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.