Certificato idoneità alloggiativa per stranieri: cos’è, quando serve, requisiti e metri quadri

Certificato idoneita alloggiativa stranieri

Il certificato di idoneità alloggiativa, chiamato anche attestazione di idoneità abitativa o attestato di idoneità dell’alloggio, è un documento richiesto in molte pratiche relative ai cittadini stranieri non comunitari.

Serve a dimostrare che un’abitazione è idonea ad ospitare un determinato numero di persone, in base alla superficie utile, al numero dei vani, ai requisiti igienico-sanitari e alle condizioni minime previste dalla normativa vigente.

In pratica, il Comune verifica se l’alloggio è abbastanza grande e adeguato per ospitare il richiedente e il suo nucleo familiare. Il certificato viene spesso richiesto per il ricongiungimento familiare, per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per il contratto di soggiorno per lavoro subordinato e per altre procedure collegate alla permanenza regolare in Italia.

Attenzione: l’idoneità alloggiativa non è una sanatoria edilizia, non sostituisce l’agibilità e non certifica automaticamente la piena conformità urbanistica, catastale o impiantistica dell’immobile. È un’attestazione specifica, finalizzata a verificare l’adeguatezza dell’alloggio rispetto alla presenza di un certo numero di persone.

Cos’è il certificato di idoneità alloggiativa

Il certificato di idoneità alloggiativa è un documento con il quale viene attestato che un alloggio possiede i requisiti minimi per ospitare un determinato numero di persone.

La verifica riguarda principalmente:

  • la superficie utile dell’alloggio;
  • il numero dei vani disponibili;
  • la presenza di un soggiorno di superficie adeguata;
  • la superficie minima delle camere da letto;
  • i requisiti igienico-sanitari essenziali;
  • la presenza di servizi igienici;
  • l’aerazione e l’illuminazione dei locali principali;
  • la destinazione abitativa dell’immobile.

Il certificato indica quindi per quante persone l’alloggio può essere considerato idoneo.

Ad esempio, un appartamento può essere idoneo per 2 persone, 3 persone, 4 persone o più, a seconda della superficie utile, della distribuzione interna e delle caratteristiche dei locali.

Quando serve l’idoneità alloggiativa

Il certificato di idoneità alloggiativa viene richiesto soprattutto ai cittadini stranieri di Paesi Terzi, cioè non appartenenti all’Unione Europea, nell’ambito di pratiche amministrative collegate al soggiorno in Italia.

In genere, l’attestazione può essere necessaria per:

  • ricongiungimento familiare;
  • familiare al seguito;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, quando richiesto anche per i familiari;
  • contratto di soggiorno per lavoro subordinato;
  • ingresso per lavoro, quando deve essere indicata una sistemazione alloggiativa idonea;
  • emersione o regolarizzazione del rapporto di lavoro, nei casi in cui la normativa richieda la disponibilità di un alloggio adeguato;
  • altre pratiche presso Prefettura, Questura, Sportello Unico Immigrazione o Comune.

Uno dei casi più frequenti è il ricongiungimento familiare. In questa ipotesi, lo straniero regolarmente soggiornante in Italia deve dimostrare di avere un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità abitativa.

Chi può richiedere il certificato di idoneità alloggiativa

La richiesta può essere presentata, a seconda delle regole del Comune competente, da diversi soggetti interessati all’utilizzo dell’alloggio.

In genere possono richiedere l’attestazione:

  • il proprietario dell’immobile;
  • l’inquilino con regolare contratto di locazione;
  • il comodatario con contratto di comodato;
  • il soggetto residente nell’immobile;
  • il soggetto domiciliato nell’alloggio;
  • la persona ospitata, se autorizzata e se il Comune lo consente;
  • il datore di lavoro, nei casi collegati al contratto di soggiorno o alla sistemazione del lavoratore straniero, secondo le modalità previste dalla procedura specifica.

È sempre opportuno verificare il regolamento del Comune in cui si trova l’immobile, perché modulistica, allegati e modalità di presentazione possono cambiare da Comune a Comune.

Caso particolare: alloggio condiviso con coinquilini non familiari

Caso comune tra lavoratori stranieri: se nell'alloggio vivono già altre persone non appartenenti al nucleo familiare, la superficie disponibile va calcolata tenendo conto di tutti gli occupanti, non solo del richiedente. Molti Comuni richiedono di dichiarare il numero totale di persone presenti.

Normativa di riferimento

La normativa sull’idoneità alloggiativa deriva dall’incrocio tra norme sull’immigrazione, requisiti igienico-sanitari degli alloggi e regolamenti comunali.

I principali riferimenti sono:

  • D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, Testo Unico Immigrazione, in particolare per il ricongiungimento familiare;
  • D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, regolamento di attuazione del Testo Unico Immigrazione;
  • D.M. Sanità 5 luglio 1975, relativo ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione;
  • regolamenti comunali e disciplinari locali per il rilascio dell’attestazione;
  • eventuali indicazioni operative di Prefettura, Questura, Sportello Unico Immigrazione e Comune.

Il D.M. Sanità 5 luglio 1975 è particolarmente importante perché stabilisce i parametri minimi relativi alle superfici e ai requisiti degli alloggi.

Tra le indicazioni più importanti vi sono:

  • superficie abitabile minima di 14 mq per abitante per i primi 4 abitanti;
  • superficie abitabile minima di 10 mq per ciascun abitante successivo;
  • camera da letto minima di 9 mq per una persona;
  • camera da letto minima di 14 mq per due persone;
  • soggiorno minimo di 14 mq;
  • finestre apribili per camere da letto, soggiorno e cucina.

Requisiti dell’alloggio

Per ottenere il certificato di idoneità alloggiativa, l’immobile deve essere effettivamente utilizzabile come abitazione e deve rispettare requisiti minimi di igiene, sicurezza e vivibilità.

Normalmente vengono controllati i seguenti aspetti:

  • superficie utile abitabile;
  • numero dei locali;
  • presenza di cucina o angolo cottura;
  • presenza di almeno un bagno;
  • aerazione dei locali;
  • illuminazione naturale;
  • altezza interna dei vani;
  • condizioni igienico-sanitarie generali;
  • destinazione d’uso abitativa;
  • eventuale sovraffollamento;
  • assenza di condizioni evidenti di degrado o insalubrità.

L’alloggio deve essere quindi adeguato non solo come superficie, ma anche come condizioni generali. Un appartamento grande ma privo di bagno funzionante, con gravi problemi igienici o con locali non abitabili potrebbe non ottenere l’idoneità.

Quanti metri quadri servono per l’idoneità alloggiativa?

La regola generale è quella prevista dal D.M. Sanità 5 luglio 1975: per ogni abitante deve essere assicurata una superficie abitabile non inferiore a 14 mq per i primi 4 abitanti e a 10 mq per ciascuno dei successivi.

Questo significa che il calcolo non è sempre semplicemente proporzionale. Fino a 4 persone si calcolano 14 mq a persona. Dalla quinta persona in poi si aggiungono 10 mq per ogni ulteriore abitante.

Ad esempio:

  • per 1 persona servono almeno 14 mq;
  • per 2 persone servono almeno 28 mq;
  • per 3 persone servono almeno 42 mq;
  • per 4 persone servono almeno 56 mq;
  • per 5 persone servono almeno 66 mq;
  • per 6 persone servono almeno 76 mq.

Il calcolo deve essere fatto sulla superficie utile abitabile, non sulla superficie catastale commerciale dell’immobile.

Tabella metri quadri per numero di abitanti

Superficie minima indicativa per idoneità alloggiativa secondo il criterio 14 mq per i primi 4 abitanti e 10 mq per i successivi
Numero abitantiSuperficie minima richiestaMetodo di calcolo
1 abitante 14 mq 14 mq
2 abitanti 28 mq 14 + 14 mq
3 abitanti 42 mq 14 + 14 + 14 mq
4 abitanti 56 mq 14 + 14 + 14 + 14 mq
5 abitanti 66 mq 56 + 10 mq
6 abitanti 76 mq 56 + 20 mq
7 abitanti 86 mq 56 + 30 mq
8 abitanti 96 mq 56 + 40 mq

Questa tabella è molto utile per una prima verifica, ma non sostituisce il controllo tecnico dell’immobile. Oltre alla superficie totale, infatti, contano anche la distribuzione dei locali, la superficie delle camere, il soggiorno, l’aerazione e i requisiti igienico-sanitari.

Camere da letto e soggiorno: quali superfici minime servono?

Oltre alla superficie complessiva dell’alloggio, occorre considerare anche le superfici minime dei singoli vani.

Secondo i parametri del D.M. Sanità 5 luglio 1975:

  • la camera da letto per una persona deve avere superficie minima di 9 mq;
  • la camera da letto per due persone deve avere superficie minima di 14 mq;
  • ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 14 mq;
  • camere da letto, soggiorno e cucina devono essere provvisti di finestra apribile.
Superfici minime dei principali locali abitativi
LocaleSuperficie minimaNote
Camera singola 9 mq Camera per una persona
Camera doppia 14 mq Camera per due persone
Soggiorno 14 mq Ogni alloggio deve avere un soggiorno di almeno 14 mq
Cucina, soggiorno e camere Finestra apribile Necessaria aerazione naturale secondo i requisiti igienico-sanitari

Questo aspetto è molto importante: un alloggio potrebbe avere una superficie totale sufficiente, ma non essere idoneo per il numero di persone richiesto se le camere sono troppo piccole o se manca un soggiorno adeguato.

Che differenza c’è fra superficie catastale e superficie calpestabile?

Una delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra superficie catastale, superficie commerciale, superficie utile e superficie calpestabile.

Per l’idoneità alloggiativa non bisogna guardare semplicemente la superficie catastale indicata nella visura catastale o nella planimetria catastale.

La superficie catastale può comprendere anche murature, balconi, terrazze, pertinenze e altri elementi calcolati secondo criteri catastali.

La superficie calpestabile, invece, è la superficie interna effettivamente utilizzabile dei vani, al netto delle murature, degli sguinci, delle soglie, degli spazi esterni, dei balconi, delle terrazze, dei porticati e degli altri elementi non abitabili.

La superficie utile abitabile è quella che normalmente interessa ai fini dell’idoneità alloggiativa, perché rappresenta gli spazi effettivamente utilizzabili come abitazione.

Per approfondire il tema puoi leggere anche l'approfondimento sulla differenza tra superficie commerciale, calpestabile e netta.

Differenza tra le principali superfici dell’immobile
Tipo di superficieCosa comprendeRilevanza per idoneità alloggiativa
Superficie catastale Comprende anche elementi calcolati catastalmente, come muri e quote di pertinenze Non è il dato principale da usare per il calcolo
Superficie commerciale Usata spesso nelle compravendite immobiliari Non coincide necessariamente con la superficie utile
Superficie calpestabile Spazio interno effettivamente calpestabile Molto utile per la verifica tecnica
Superficie utile abitabile Superficie dei vani abitabili utilizzabili È il parametro centrale per l’idoneità

Documenti necessari per il certificato di idoneità alloggiativa

I documenti richiesti possono cambiare in base al Comune, ma in genere la pratica richiede una serie di allegati amministrativi e tecnici.

Normalmente possono essere necessari:

  • modulo di richiesta del Comune;
  • documento di identità del richiedente;
  • permesso di soggiorno o ricevuta di rinnovo, se richiesta;
  • codice fiscale;
  • contratto di locazione registrato, contratto di comodato o titolo di proprietà;
  • eventuale dichiarazione di ospitalità o consenso del proprietario;
  • planimetria catastale aggiornata;
  • visura catastale;
  • scheda tecnica dell’alloggio firmata da un tecnico abilitato, se prevista dal Comune;
  • ricevuta del pagamento dei diritti di segreteria;
  • marca da bollo, se richiesta;
  • eventuale documentazione fotografica;
  • eventuale dichiarazione sugli impianti o sulle condizioni igienico-sanitarie, secondo le richieste del Comune.

È importante presentare documenti coerenti tra loro. Ad esempio, la planimetria catastale deve rappresentare correttamente lo stato dei luoghi. Se l’immobile è stato modificato senza aggiornamento catastale o senza titolo edilizio, la pratica può diventare più complessa.

Serve un tecnico abilitato?

In molti Comuni è richiesta una scheda tecnica o una relazione firmata da un tecnico abilitato, ad esempio ingegnere, architetto o geometra.

Il tecnico può occuparsi di:

  • effettuare il sopralluogo dell’immobile;
  • rilevare le misure interne;
  • calcolare la superficie utile abitabile;
  • verificare la superficie delle camere;
  • controllare la presenza del soggiorno minimo;
  • verificare aerazione e illuminazione dei locali;
  • predisporre la scheda tecnica richiesta dal Comune;
  • redigere una relazione tecnica, se necessaria;
  • segnalare eventuali criticità prima della presentazione della domanda.

Il ruolo del tecnico è molto utile perché consente di evitare errori frequenti, come usare la superficie catastale al posto della superficie utile, considerare locali non abitabili, includere terrazze o balconi nel calcolo, oppure sovrastimare il numero massimo di persone ospitabili.

Come si richiede il certificato di idoneità alloggiativa

La procedura può variare da Comune a Comune, ma generalmente segue questi passaggi:

  1. verifica preliminare dell’immobile;
  2. raccolta dei documenti del richiedente;
  3. reperimento della planimetria catastale e degli atti disponibili;
  4. sopralluogo del tecnico, se necessario;
  5. calcolo della superficie utile e del numero massimo di persone ospitabili;
  6. compilazione della modulistica comunale;
  7. predisposizione della scheda tecnica;
  8. pagamento dei diritti e delle marche da bollo, se previsti;
  9. presentazione della domanda al Comune;
  10. istruttoria dell’ufficio competente;
  11. eventuale richiesta di integrazioni;
  12. rilascio dell’attestazione o comunicazione di esito negativo.

Prima di presentare la domanda conviene sempre fare una verifica preventiva. Se l’alloggio non raggiunge le superfici minime o presenta difformità evidenti, si rischia di perdere tempo e dover integrare o ripresentare la pratica.

Tempi di rilascio e validità del certificato

I tempi di rilascio dipendono dal Comune, dal carico di lavoro dell’ufficio e dalla completezza della documentazione presentata.

In alcuni Comuni la procedura può richiedere poche settimane, in altri può arrivare a tempi più lunghi, soprattutto se mancano documenti o se l’ufficio richiede integrazioni.

La validità dell’attestazione è spesso limitata nel tempo. Molti Comuni considerano l’attestato valido per 6 mesi dalla data del rilascio, ma è sempre necessario verificare la disciplina locale e la specifica procedura per cui il certificato viene utilizzato.

È consigliabile non richiedere il certificato troppo presto rispetto alla pratica di immigrazione da presentare, proprio per evitare che scada prima dell’utilizzo.

Cosa succede se il nucleo familiare cambia?

Se nasce un figlio, si aggiunge un familiare o cambia il numero di occupanti dopo il rilascio, il certificato esistente non è più valido per quel nuovo numero di persone. Bisogna richiederne uno nuovo. Caso molto frequente nel ricongiungimento familiare a step.

Quando l’alloggio non è idoneo

Il certificato può essere negato o rilasciato per un numero di persone inferiore a quello richiesto se l’alloggio non rispetta i requisiti minimi.

I casi più frequenti sono:

  • superficie utile insufficiente;
  • camere da letto troppo piccole;
  • assenza di soggiorno adeguato;
  • locali privi di finestra apribile;
  • bagno mancante o non adeguato;
  • alloggio in condizioni igieniche insufficienti;
  • uso improprio di locali accessori come camere;
  • planimetria catastale non aggiornata;
  • immobile con destinazione non abitativa;
  • numero di occupanti troppo elevato rispetto alla superficie disponibile.

Un errore comune è pensare che basti avere una casa “grande” in senso commerciale. In realtà contano le superfici utili, la funzione dei locali e la loro effettiva abitabilità.

Cosa fare se il certificato viene negato?

In caso di diniego si può:

  • adeguare l'alloggio e ripresentare domanda,
  • presentare ricorso al TAR se si ritiene il diniego illegittimo,
  • valutare un alloggio alternativo.

Certificato di idoneità alloggiativa a Firenze

Nel Comune di Firenze l’attestato di idoneità alloggiativa certifica che un alloggio è conforme ai requisiti minimi previsti per ospitare un determinato numero di persone secondo la normativa vigente.

Il certificato è richiesto da cittadini di Paesi Terzi per pratiche relative a permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari e contratti di lavoro subordinato.

Il Comune di Firenze prevede anche la presenza di una scheda tecnica firmata da un professionista abilitato, elemento molto importante perché richiede una verifica tecnica dell’alloggio e non una semplice dichiarazione generica.

Per questo, a Firenze è particolarmente opportuno procedere con un sopralluogo tecnico, verificare la planimetria catastale, calcolare correttamente le superfici utili e controllare la coerenza tra stato dei luoghi e documentazione disponibile.

Quanto costa il certificato di idoneità alloggiativa?

Il costo del certificato dipende dal Comune e dall’eventuale intervento di un tecnico abilitato.

In generale bisogna considerare:

  • diritti di segreteria comunali;
  • marche da bollo, se previste;
  • eventuali costi per copie, visure o planimetrie;
  • compenso del tecnico per sopralluogo, rilievo, calcolo superfici e compilazione della scheda tecnica;
  • eventuali costi aggiuntivi se emergono difformità, planimetrie non aggiornate o necessità di regolarizzazioni.

Il costo può quindi essere molto diverso tra una pratica semplice, con planimetria aggiornata e alloggio regolare, e una pratica più complessa, in cui occorre prima sistemare documentazione catastale o verificare difformità edilizie.

Checklist prima di richiedere l’idoneità alloggiativa

Prima di presentare la domanda conviene verificare questi punti:

  • l’immobile è ad uso abitativo?
  • la planimetria catastale corrisponde allo stato attuale?
  • la superficie utile è sufficiente per il numero di persone richiesto?
  • le camere rispettano le superfici minime?
  • è presente un soggiorno di almeno 14 mq?
  • i vani principali hanno finestre apribili?
  • il bagno è presente e funzionante?
  • il contratto di affitto o comodato è registrato?
  • il proprietario ha dato eventuale consenso, se necessario?
  • la pratica di immigrazione richiede un certificato ancora valido?

Questa verifica iniziale può evitare rigetti, richieste di integrazione e ritardi nella pratica.

Errori frequenti da evitare

Gli errori più comuni nelle pratiche di idoneità alloggiativa sono:

  • usare la superficie catastale come se fosse superficie utile;
  • includere balconi, terrazze, cantine o soffitte nel calcolo della superficie abitabile;
  • considerare camere locali che non hanno i requisiti minimi;
  • presentare una planimetria catastale non aggiornata;
  • non verificare la superficie minima delle camere;
  • richiedere l’idoneità per un numero di persone superiore a quello consentito;
  • presentare documenti incompleti;
  • non controllare la validità temporale del certificato;
  • confondere idoneità alloggiativa, agibilità e conformità urbanistica.

Idoneità alloggiativa, agibilità e conformità urbanistica: sono la stessa cosa?

No. Si tratta di concetti diversi.

L’idoneità alloggiativa serve a certificare che l’alloggio può ospitare un certo numero di persone, in base a requisiti minimi di superficie e igiene.

L’agibilità riguarda invece le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico e conformità degli impianti dell’edificio o dell’unità immobiliare, secondo la normativa edilizia.

La conformità urbanistica ed edilizia riguarda la corrispondenza tra lo stato reale dell’immobile e i titoli edilizi legittimanti depositati in Comune.

Differenza tra idoneità alloggiativa, agibilità e conformità urbanistica
Documento/verificaA cosa serveÈ la stessa cosa dell’idoneità alloggiativa?
Idoneità alloggiativa Stabilisce quante persone può ospitare l’alloggio Sì, è il certificato oggetto della pratica
Agibilità Attesta condizioni generali di sicurezza, igiene e salubrità No
Conformità urbanistica Verifica la regolarità edilizia rispetto ai titoli depositati No
Planimetria catastale Rappresenta graficamente l’unità immobiliare ai fini catastali No, ma può essere richiesta come allegato

Conclusioni

Il certificato di idoneità alloggiativa è un documento fondamentale per molte pratiche relative ai cittadini stranieri, in particolare per ricongiungimento familiare, permesso di soggiorno e contratto di soggiorno per lavoro subordinato.

La verifica non riguarda soltanto i metri quadri complessivi, ma anche la qualità e la distribuzione degli spazi: camere, soggiorno, bagno, finestre, aerazione, condizioni igienico-sanitarie e destinazione abitativa dell’immobile.

Per evitare errori è consigliabile effettuare una verifica tecnica preventiva, controllare la planimetria catastale, calcolare correttamente la superficie utile e valutare il numero massimo di persone che l’alloggio può ospitare.

Un tecnico abilitato può aiutare a predisporre la scheda tecnica, verificare i requisiti e presentare una pratica più completa, riducendo il rischio di integrazioni, ritardi o dinieghi.

FAQ sul certificato di idoneità alloggiativa

Cos’è il certificato di idoneità alloggiativa?

È un documento che attesta che un alloggio è idoneo a ospitare un determinato numero di persone, in base alla superficie utile, al numero dei vani e ai requisiti igienico-sanitari.

A cosa serve il certificato di idoneità alloggiativa?

Serve principalmente per pratiche relative a cittadini stranieri, come ricongiungimento familiare, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, familiare al seguito e contratto di soggiorno per lavoro subordinato.

Chi rilascia l’idoneità alloggiativa?

Normalmente il certificato viene rilasciato dal Comune competente per territorio, cioè dal Comune in cui si trova l’immobile. In alcuni casi possono essere coinvolti anche uffici igienico-sanitari o ASL, secondo la disciplina locale.

La superficie catastale vale per l’idoneità alloggiativa?

No, non bisogna confondere la superficie catastale con la superficie utile abitabile. Per l’idoneità alloggiativa conta la superficie effettivamente utilizzabile come abitazione, al netto di murature e spazi non abitabili.

Una camera singola quanti mq deve avere?

La camera da letto per una persona deve avere una superficie minima di 9 mq.

Una camera doppia quanti mq deve avere?

La camera da letto per due persone deve avere una superficie minima di 14 mq.

È obbligatorio il soggiorno?

Sì, secondo i requisiti del D.M. Sanità 5 luglio 1975 ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di almeno 14 mq.

Serve la finestra nelle camere?

Sì, camere da letto, soggiorno e cucina devono essere provvisti di finestra apribile.

Serve un tecnico per il certificato di idoneità alloggiativa?

In molti Comuni è richiesta una scheda tecnica firmata da un professionista abilitato. Anche quando non fosse obbligatorio, il tecnico è utile per verificare superfici, vani e requisiti prima della presentazione della domanda.

Il certificato di idoneità alloggiativa sostituisce l’agibilità?

No. L’idoneità alloggiativa non sostituisce l’agibilità e non certifica automaticamente la conformità edilizia, urbanistica, catastale o impiantistica dell’immobile.

Si può ottenere l’idoneità se la planimetria catastale non è aggiornata?

Dipende dal caso concreto e dalle richieste del Comune, ma una planimetria non aggiornata può creare problemi. Prima della domanda è consigliabile verificare la corrispondenza tra planimetria e stato reale dell’immobile.

Il certificato può essere negato?

Sì. Il certificato può essere negato se l’alloggio non rispetta i requisiti minimi di superficie, igiene, aerazione, destinazione abitativa o se il numero di persone richiesto è superiore alla capienza consentita.

Chi paga il certificato di idoneità alloggiativa?

Di solito il costo è sostenuto dal soggetto che ha interesse alla pratica, quindi richiedente, inquilino, datore di lavoro o altro soggetto interessato, secondo il caso specifico e gli accordi tra le parti.

Il proprietario deve dare il consenso?

In alcune pratiche può essere necessario il consenso del proprietario, soprattutto se il richiedente non è proprietario dell’immobile o se l’alloggio viene utilizzato in forza di ospitalità, comodato o locazione.

Posso usare una cantina, una soffitta o un locale accessorio per aumentare la superficie?

No, in genere cantine, soffitte, balconi, terrazze e locali accessori non abitabili non possono essere conteggiati come superficie utile abitabile ai fini dell’idoneità alloggiativa.

Come faccio a sapere per quante persone è idonea la mia casa?

Occorre misurare la superficie utile abitabile, verificare camere, soggiorno, aerazione, bagno e requisiti igienico-sanitari. Un tecnico abilitato può effettuare il sopralluogo e calcolare il numero massimo di persone ospitabili.

Sperando che l'articolo ti sia stato utile, a presto, Vincenzo.

Accetto i Informativa sulla privacy