Certificato sismico 2026: classificazione, obbligo, costi, tempi e validità

Certificato di classificazione sismica degli edifici: che cos'è, quando è obbligatorio, quali sono le classi di rischio da A+ a G, quanto costa, chi può redigerlo e quali sono i tempi e la validità. Guida aggiornata con riferimenti alle NTC 2018, al DM 58/2017 e al Sismabonus.

Certificato di classificazione sismica 2026 classi rischio obbligo e costi

Il Certificato di Classificazione Sismica, più correttamente definito attestazione della classe di rischio sismico di una costruzione, è un documento tecnico mediante il quale viene attribuita a un edificio una specifica classe di rischio sismico.

La classificazione permette di valutare il comportamento atteso della costruzione nei confronti degli eventi sismici, considerando sia gli aspetti legati alla sicurezza strutturale sia le possibili conseguenze economiche dei danni.

Non esiste un obbligo nazionale generalizzato di classificazione sismica per tutti gli edifici. Il documento assume particolare importanza nell'ambito degli interventi antisismici, delle valutazioni tecniche sugli immobili e delle procedure previste per l'accesso alle agevolazioni fiscali.

È importante distinguere la classificazione del rischio sismico dalla valutazione della sicurezza strutturale effettuata secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni e dal collaudo statico.

Che cos'è il Certificato di Classificazione Sismica?

Il Certificato di Classificazione Sismica è un documento mediante il quale un tecnico abilitato attribuisce a una costruzione una classe di rischio sismico, attraverso i metodi previsti dalle linee guida ministeriali.

La classificazione viene effettuata considerando le caratteristiche strutturali dell'edificio, le proprietà dei materiali, la geometria, il sistema resistente e la pericolosità sismica del sito.

Le linee guida consentono di attribuire una delle otto classi di rischio sismico, dalla A+, corrispondente al rischio minore secondo il sistema di classificazione, alla G, corrispondente al rischio maggiore.

È importante precisare che la classe di rischio non rappresenta una garanzia assoluta di sicurezza dell'immobile, né indica la probabilità esatta che un edificio possa crollare durante un terremoto.

Si tratta di un indicatore convenzionale, determinato mediante una metodologia tecnica definita a livello nazionale.

Normativa sulla classificazione sismica degli edifici

La classificazione del rischio sismico delle costruzioni è disciplinata principalmente dal DM 28 febbraio 2017, n. 58, successivamente modificato e integrato da diversi provvedimenti.

Tra i principali riferimenti normativi troviamo:

  • DM 58/2017: approvazione delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni;
  • DM 65/2017: modifiche al DM 58/2017 e aggiornamento degli allegati;
  • DM 24/2020: ulteriori modifiche alle disposizioni sulla classificazione sismica;
  • DM 329/2020: modifiche alla disciplina delle asseverazioni e aggiornamento dei modelli relativi agli interventi antisismici;
  • DM 17 gennaio 2018: Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), con successive modifiche e integrazioni.

Il riferimento tecnico per l'attribuzione della classe è costituito dalle Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, allegate al DM 58/2017.

Puoi consultare i documenti ufficiali sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:

DM 58/2017 e testo coordinato delle linee guida.

DM 329/2020 e modelli di asseverazione sismica.

Classificazione del rischio sismico: metodo convenzionale e semplificato

Per valutare la classe di rischio sismico, secondo le linee guida approvate con il DM 58/2017, è possibile utilizzare due metodologie:

  • il metodo convenzionale;
  • il metodo semplificato.

Metodo convenzionale

Il metodo convenzionale è basato sulle analisi previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni e può essere applicato alle diverse tipologie strutturali contemplate dalle norme.

Consente di valutare il rischio sismico dell'edificio nello stato di fatto ed eventualmente nello stato conseguente agli interventi progettati.

Il metodo richiede la determinazione dei parametri di sicurezza strutturale e la valutazione delle perdite economiche annue medie attese.

Metodo semplificato

Il metodo semplificato ha un ambito applicativo più limitato ed è previsto per gli edifici in muratura, secondo le condizioni stabilite dalle linee guida.

Si basa su una valutazione macrosismica dell'edificio e può essere utilizzato per una classificazione preliminare indicativa oppure, nei casi ammessi, per valutare la riduzione del rischio conseguente a determinati interventi locali.

Non può essere utilizzato indiscriminatamente per qualunque edificio o intervento strutturale e non sostituisce le verifiche richieste dalle NTC 2018.

Perdita Annuale Media attesa (PAM): che cos'è?

Per la determinazione della classe di rischio tramite il metodo convenzionale vengono considerati due parametri fondamentali, il primo dei quali è la Perdita Annuale Media attesa (PAM).

La PAM rappresenta una stima convenzionale delle perdite economiche annue attese a causa dei terremoti, espresse in percentuale rispetto al costo di ricostruzione dell'edificio.

Il parametro prende in considerazione le conseguenze economiche dei danni strutturali e non strutturali associati ai differenti livelli di intensità sismica.

In generale, a un valore maggiore della PAM corrisponde una maggiore perdita economica annua attesa e, quindi, una condizione di rischio più elevata secondo questo indicatore.

Il valore della PAM non rappresenta una previsione esatta dei danni che un edificio subirà in futuro, ma un indicatore statistico utilizzato dal sistema di classificazione.

Indice di Sicurezza IS-V: che cos'è e come si calcola?

Il secondo parametro utilizzato dal metodo convenzionale è l'Indice di Sicurezza IS-V, collegato alla capacità della struttura di resistere all'azione sismica.

L'indice viene determinato come rapporto tra l'accelerazione di picco al suolo (PGA) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV) della costruzione e la corrispondente accelerazione di riferimento prevista per una nuova costruzione nel medesimo sito.

In forma sintetica:

IS-V = (PGA capacità / PGA domanda) × 100

Dove:

  • PGA capacità: accelerazione sismica corrispondente al raggiungimento dello stato limite considerato per la struttura esistente;
  • PGA domanda: accelerazione sismica di riferimento prevista dalla normativa per il medesimo stato limite e sito.

L'indice IS-V viene espresso in percentuale ed è spesso indicato anche come indice di sicurezza sismica.

Un indice del 100% indica, con riferimento al parametro considerato, una capacità pari alla domanda prevista per la nuova costruzione di riferimento.

Tuttavia, il valore IS-V non deve essere confuso con una certificazione generale di sicurezza dell'edificio, poiché la valutazione strutturale può comprendere ulteriori verifiche e aspetti non esauriti dal solo indicatore.

Quali sono le otto classi di rischio sismico?

Le linee guida ministeriali definiscono otto classi di rischio sismico: A+, A, B, C, D, E, F e G.

La classe A+ rappresenta il livello di rischio più basso secondo il sistema di classificazione, mentre la classe G rappresenta quello più alto.

Classificazione rischio sismico edifici classi PAM IS-V da A+ a G

Con il metodo convenzionale, l'attribuzione della classe avviene considerando separatamente la classe determinata attraverso la PAM e quella determinata attraverso IS-V.

La classe di rischio complessiva è quella più sfavorevole tra le due, cioè quella associata al rischio maggiore.

Le otto classi di rischio sismico degli edifici
ClassePosizione nella classificazione
A+ Rischio minore
A Rischio superiore alla classe A+
B Rischio superiore alla classe A
C Rischio superiore alla classe B
D Rischio superiore alla classe C
E Rischio superiore alla classe D
F Rischio superiore alla classe E
G Rischio maggiore

Il sistema di classificazione è diverso dalla suddivisione del territorio italiano nelle zone sismiche 1, 2, 3 e 4.

La zona sismica riguarda la classificazione territoriale, mentre la classe di rischio da A+ a G dipende anche dalle caratteristiche e dalle prestazioni della singola costruzione.

Due edifici situati nella stessa zona sismica possono quindi appartenere a classi di rischio differenti.

Quando è obbligatorio il Certificato di Classificazione Sismica?

Non esiste un obbligo nazionale generalizzato di dotare tutte le costruzioni di un Certificato di Classificazione Sismica.

La classificazione può essere effettuata volontariamente per conoscere il livello di rischio dell'edificio o per pianificare eventuali interventi antisismici.

Assume inoltre rilevanza nelle procedure fiscali e tecniche che richiedono specifiche asseverazioni relative alla riduzione del rischio sismico.

Occorre però distinguere l'attribuzione di una classe di rischio dall'obbligo di eseguire una valutazione della sicurezza strutturale.

Le NTC 2018, al capitolo 8, individuano infatti le condizioni nelle quali è richiesta una valutazione della sicurezza di una costruzione esistente.

Tale obbligo non comporta automaticamente la necessità di attribuire una classe da A+ a G secondo le linee guida del DM 58/2017.

Il certificato sismico è obbligatorio per vendere una casa?

In generale, non esiste un obbligo nazionale di predisporre la classificazione del rischio sismico per ogni compravendita immobiliare.

La vendita di un immobile deve comunque rispettare le disposizioni applicabili in materia edilizia, catastale e documentale.

La mancanza di una classificazione sismica non coincide necessariamente con una carenza della documentazione strutturale richiesta dalla legge.

Prima di acquistare un edificio può essere comunque opportuno richiedere una consulenza tecnica sulle sue caratteristiche strutturali, soprattutto in presenza di lesioni, deformazioni, interventi pregressi o documentazione incompleta.

Chi può redigere il Certificato di Classificazione Sismica?

La classificazione del rischio sismico deve essere eseguita da un professionista abilitato e competente in materia di progettazione e valutazione strutturale.

Le disposizioni del DM 58/2017 disciplinano le asseverazioni richieste nell'ambito degli interventi di riduzione del rischio sismico e individuano le relative figure professionali.

In particolare, per gli interventi agevolati assumono rilevanza il progettista delle strutture, il direttore dei lavori delle strutture e il collaudatore statico, ciascuno per le attestazioni di propria competenza.

La valutazione può richiedere rilievi strutturali, esame della documentazione progettuale, indagini sui materiali e analisi di calcolo.

La scelta del professionista deve essere effettuata considerando le competenze previste dalla normativa e la complessità dell'edificio.

Dove deve essere depositato il Certificato di Classificazione Sismica?

Il deposito della classificazione sismica dipende dalla finalità per la quale il documento viene redatto.

Non è corretto affermare che ogni classificazione debba essere necessariamente depositata presso il Genio Civile e allegata a una SCIA.

Quando la classificazione viene eseguita volontariamente, senza essere collegata a specifiche procedure amministrative, non esiste un obbligo nazionale generalizzato di deposito dell'attestazione.

Per le asseverazioni connesse agli interventi agevolati dal Sismabonus, si applicano invece le modalità e i termini previsti dal DM 58/2017, come successivamente modificato, e dalle disposizioni pertinenti.

Occorre inoltre distinguere il deposito della documentazione strutturale presso gli uffici competenti dagli adempimenti richiesti per l'accesso alle detrazioni fiscali.

In Toscana, gli adempimenti relativi alle pratiche strutturali e sismiche devono essere valutati anche secondo il DPR 380/2001, la LR Toscana 65/2014 e le disposizioni regionali applicabili.

Certificato sismico e Sismabonus

La classificazione del rischio sismico assume particolare importanza nell'ambito del Sismabonus, cioè delle agevolazioni fiscali previste per determinati interventi antisismici sugli edifici.

La normativa disciplina le asseverazioni richieste e le modalità di attestazione delle caratteristiche degli interventi.

Tra i documenti di riferimento figura l'Allegato B, relativo all'asseverazione del progettista strutturale, nei casi previsti.

Il modello deve essere utilizzato nella versione applicabile alla specifica procedura, tenendo conto delle modifiche introdotte dal DM 329/2020.

Le modalità di attestazione della riduzione del rischio e gli eventuali requisiti relativi al passaggio di classe dipendono dalla disciplina fiscale applicabile.

Differenza tra classificazione sismica, verifica di sicurezza e collaudo statico

È importante distinguere il Certificato di Classificazione Sismica da altri documenti tecnici che riguardano la sicurezza degli edifici.

Classificazione sismica e documentazione strutturale: differenze
DocumentoFinalità
Classificazione del rischio sismico Attribuisce una classe da A+ a G secondo le linee guida ministeriali
Valutazione della sicurezza strutturale Determina le condizioni di sicurezza della costruzione secondo le NTC applicabili
Asseverazione Sismabonus Attesta gli elementi richiesti dalla disciplina tecnica e fiscale dell'agevolazione
Collaudo statico Verifica gli aspetti previsti dalla normativa relativamente alle opere strutturali eseguite
Deposito o autorizzazione sismica Riguarda gli adempimenti amministrativi e tecnici previsti per gli interventi strutturali

Un edificio può quindi essere oggetto di una valutazione della sicurezza strutturale senza che sia necessariamente attribuita una classe di rischio sismico da A+ a G.

Analogamente, l'attribuzione di una classe non sostituisce automaticamente il collaudo statico o gli adempimenti richiesti per uno specifico intervento edilizio.

Durata, validità e scadenza del Certificato di Classificazione Sismica

Non esiste una disposizione nazionale generale che stabilisca una validità decennale obbligatoria per tutte le classificazioni del rischio sismico.

Non è quindi corretto affermare che il certificato debba essere sempre aggiornato ogni dieci anni o che la sua durata coincida automaticamente con la vita nominale della struttura.

La classificazione rappresenta la situazione dell'edificio valutata dal professionista sulla base delle caratteristiche e delle condizioni considerate al momento dell'analisi.

Qualora intervengano modifiche significative delle strutture, danni conseguenti a eventi sismici, trasformazioni rilevanti o condizioni che alterino il comportamento dell'edificio, può essere necessario procedere a nuove verifiche e a una nuova classificazione.

Eventuali aggiornamenti normativi possono inoltre incidere sui criteri di valutazione da applicare alle nuove analisi.

Per le asseverazioni utilizzate ai fini fiscali occorre rispettare le disposizioni e i termini previsti dalla specifica agevolazione.

Quali sono i contenuti del Certificato di Classificazione Sismica?

Il contenuto della documentazione dipende dal metodo di classificazione utilizzato e dalla finalità della prestazione professionale.

In generale, un elaborato di classificazione sismica può comprendere:

  • i dati identificativi dell'edificio, tra cui ubicazione, dati catastali e caratteristiche generali;
  • i dati identificativi del professionista incaricato e degli eventuali altri tecnici coinvolti;
  • la descrizione del sistema strutturale, dei materiali e della geometria dell'edificio;
  • i riferimenti alla documentazione strutturale disponibile e agli eventuali depositi o autorizzazioni;
  • le informazioni relative alla pericolosità sismica del sito e ai parametri utilizzati;
  • l'indicazione del metodo convenzionale o semplificato adottato;
  • gli eventuali valori di PAM e IS-V determinati con il metodo convenzionale;
  • la classe di rischio sismico attribuita;
  • la relazione tecnica illustrativa delle attività conoscitive e delle valutazioni svolte.

Quando il documento è finalizzato a un intervento di riduzione del rischio sismico, possono essere necessarie ulteriori informazioni relative alla situazione precedente e successiva ai lavori, secondo i modelli applicabili.

Non tutti i contenuti sopra elencati costituiscono campi obbligatori identici per qualsiasi certificazione, poiché le modalità di redazione dipendono dal metodo e dalla procedura.

Quanto tempo occorre per ottenere il Certificato di Classificazione Sismica?

I tempi per ottenere la classificazione sismica dipendono da molti fattori e non sono facilmente stimabili senza conoscere le caratteristiche dell'immobile.

In particolare, influiscono sulla durata dell'incarico:

  • le dimensioni e la complessità strutturale dell'edificio;
  • la tipologia costruttiva e il materiale strutturale;
  • la disponibilità dei progetti e dei collaudi originari;
  • la necessità di effettuare rilievi e indagini sui materiali;
  • il metodo di classificazione utilizzato;
  • le verifiche e le analisi strutturali necessarie.

La classificazione preliminare di un edificio semplice, con documentazione completa, può richiedere attività molto differenti rispetto all'analisi convenzionale di un edificio storico in muratura o di un fabbricato condominiale complesso.

Per questo motivo è opportuno richiedere un preventivo che indichi chiaramente anche i tempi previsti per lo svolgimento dell'incarico.

Quanto costa il Certificato di Classificazione Sismica?

Il costo di un Certificato di Classificazione Sismica è difficilmente quantificabile attraverso un prezzo fisso valido per tutti gli immobili.

Dipende da numerosi fattori, tra cui la superficie, la geometria, la tipologia strutturale, il numero dei piani, lo stato di conservazione, la documentazione disponibile e le indagini necessarie.

La parte principale della spesa riguarda generalmente il compenso del professionista incaricato, al quale possono aggiungersi i costi delle indagini, delle prove sui materiali, dei rilievi e delle eventuali attività specialistiche.

È inoltre importante distinguere una valutazione preliminare mediante metodo semplificato da un'analisi strutturale completa mediante metodo convenzionale.

Il secondo caso può richiedere modellazioni strutturali, analisi sismiche e un maggiore approfondimento delle caratteristiche della costruzione.

Non esiste quindi una tariffa nazionale fissa per la classificazione del rischio sismico degli edifici.

Prima di affidare l'incarico è consigliabile richiedere un preventivo che specifichi le attività comprese, le eventuali indagini escluse e la documentazione finale che verrà consegnata.

Domande frequenti sul Certificato di Classificazione Sismica

Il Certificato di Classificazione Sismica è obbligatorio?

Non esiste un obbligo nazionale generalizzato di classificazione sismica per tutti gli edifici. Il documento assume rilevanza nelle specifiche procedure che richiedono l'attribuzione della classe di rischio o la relativa asseverazione.

Quante sono le classi di rischio sismico?

Le classi sono otto: A+, A, B, C, D, E, F e G. La classe A+ rappresenta il rischio minore e la G quello maggiore secondo le linee guida ministeriali.

La classe sismica A+ garantisce che un edificio sia sicuro?

No. La classe A+ rappresenta il livello di rischio minore previsto dal sistema di classificazione, ma non costituisce una garanzia assoluta di assenza di danni durante un terremoto.

Qual è la differenza tra zona sismica e classe di rischio sismico?

La zona sismica identifica una classificazione territoriale, mentre la classe di rischio da A+ a G riguarda la singola costruzione e tiene conto delle sue caratteristiche strutturali e della pericolosità del sito.

Che cosa significa PAM nella classificazione sismica?

PAM significa Perdita Annuale Media attesa ed esprime una stima convenzionale delle perdite economiche annue attese per effetto degli eventi sismici, rapportate al costo di ricostruzione dell'edificio.

Che cosa significa IS-V?

IS-V è un indice di sicurezza strutturale determinato attraverso il rapporto tra capacità sismica e domanda sismica di riferimento allo Stato Limite di Salvaguardia della Vita, secondo le linee guida applicabili.

Il certificato sismico serve per vendere casa?

Non esiste un obbligo nazionale generalizzato di presentare una classificazione del rischio sismico da A+ a G per vendere un'abitazione. Restano applicabili gli altri obblighi documentali previsti per la compravendita.

Ogni quanto deve essere rinnovato il certificato sismico?

Non esiste una scadenza decennale nazionale generalizzata. È tuttavia opportuno aggiornare la valutazione quando intervengono modifiche strutturali significative o altre condizioni che alterano le caratteristiche dell'edificio.

Qual è la differenza tra classificazione sismica e verifica di vulnerabilità?

La classificazione attribuisce una classe convenzionale di rischio sismico. La valutazione della sicurezza o vulnerabilità strutturale analizza invece il comportamento e le condizioni di sicurezza della costruzione secondo le metodologie tecniche applicabili.

Quanto costa una classificazione sismica?

Il costo dipende dalle caratteristiche dell'edificio, dal metodo adottato, dalla documentazione disponibile e dalle eventuali indagini. Non esiste un prezzo unico nazionale.

Chi può redigere la classificazione del rischio sismico?

La prestazione deve essere affidata a un professionista abilitato e competente nella progettazione e valutazione strutturale, nel rispetto delle disposizioni professionali e dei requisiti richiesti dalla specifica procedura.

Quali norme disciplinano la classificazione sismica?

Il riferimento principale è costituito dal DM 58/2017, con le successive modifiche introdotte dai DM 65/2017, 24/2020 e 329/2020. Le valutazioni strutturali devono inoltre considerare le NTC 2018 e le successive modifiche applicabili.

Normativa e documenti ufficiali di riferimento

Per approfondire il tema della classificazione del rischio sismico degli edifici puoi consultare i seguenti provvedimenti:

Per eventuali interventi antisismici con accesso alle agevolazioni fiscali, occorre inoltre verificare le disposizioni vigenti del DL 63/2013 e le successive modifiche legislative.

Studio Madera - Ingegneria e Architettura, Firenze. Per attività di classificazione del rischio sismico, valutazioni strutturali, verifiche documentali e consulenze tecniche è possibile richiedere una valutazione delle prestazioni necessarie in relazione alle caratteristiche dell'immobile.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

Spero che, grazie al web, diventeremo amici: Contattami

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