Autorizzazione paesaggistica 2026: quali interventi non la richiedono?

Elenco degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica: fotovoltaico, cappotto termico, tende da sole, infissi, tinteggiature, lucernari, recinzioni, cancelli, condizionatori e opere antisismiche. Guida al DPR 31/2017, aggiornato dal DPR 73/2026, con differenze tra procedura ordinaria, semplificata ed esenzione.

Autorizzazione paesaggistica 2026 interventi esclusi fotovoltaico cappotto infissi e tinteggiatura

Quando un immobile si trova in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, la realizzazione di interventi edilizi può richiedere preventivamente il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

Tuttavia, non tutti i lavori eseguiti su immobili vincolati richiedono l'autorizzazione. Alcuni interventi sono espressamente esclusi, mentre altri possono essere autorizzati attraverso una procedura semplificata.

Il principale riferimento normativo è il DPR 13 febbraio 2017, n. 31, che contiene due allegati fondamentali:

  • Allegato A: interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica;
  • Allegato B: interventi di lieve entità soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata.

Occorre considerare anche il DPR 20 febbraio 2026, n. 73, entrato in vigore il 27 maggio 2026, che ha modificato alcune disposizioni degli Allegati A e B.

Vediamo quali interventi possono essere realizzati senza autorizzazione, quali necessitano della procedura semplificata e quali devono essere sottoposti al procedimento ordinario.

Normativa: quando è necessaria l'autorizzazione paesaggistica?

Secondo l'art. 146, commi 1 e 2, del D.Lgs. 42/2004, i proprietari, possessori o detentori di immobili e aree di interesse paesaggistico non possono introdurre modificazioni che rechino pregiudizio ai valori paesaggistici tutelati.

Per gli interventi soggetti ad autorizzazione, devono presentare il progetto all'amministrazione competente e attendere il rilascio del provvedimento prima di iniziare i lavori.

Il vincolo può derivare, tra l'altro, da:

  • Art. 136 del D.Lgs. 42/2004: immobili e aree dichiarati di notevole interesse pubblico;
  • Art. 142: aree tutelate per legge, come determinate fasce costiere, fluviali, boschi e altri territori individuati dalla norma;
  • Art. 143: ulteriori beni e aree individuati dalla pianificazione paesaggistica;
  • Art. 157: disposizioni relative alla conservazione dell'efficacia di precedenti provvedimenti di tutela.

Le esclusioni sono disciplinate, principalmente, dall'art. 149 del D.Lgs. 42/2004 e dal DPR 31/2017.

Attenzione: l'esclusione dall'autorizzazione paesaggistica non significa automaticamente che l'intervento sia realizzabile in edilizia libera. Potrebbero essere necessari CILA, SCIA, permesso di costruire, autorizzazioni strutturali o ulteriori atti di assenso.

Occorre inoltre distinguere il vincolo paesaggistico dalla tutela diretta degli immobili di interesse culturale ai sensi della Parte II del D.Lgs. 42/2004, per i quali possono essere necessarie specifiche autorizzazioni della Soprintendenza.

Quali interventi non richiedono l'autorizzazione paesaggistica?

L'Allegato A del DPR 31/2017 individua 31 categorie principali di interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica, da applicare nel rispetto delle condizioni e delle limitazioni previste per ciascuna voce.

L'elenco riguarda, tra gli altri, lavori interni, manutenzioni di facciate e coperture, determinati interventi di efficientamento energetico, opere antisismiche, impianti tecnologici, recinzioni, tende parasole e sistemazioni esterne.

Principali interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica secondo il DPR 31/2017
InterventoRiferimentoPrincipali condizioni
Opere interne A.1 Non devono alterare l'aspetto esteriore
Manutenzione facciate e coperture A.2 Rispetto delle caratteristiche architettoniche e delle finiture
Infissi e lucernari A.2 Rispetto delle condizioni previste dalla voce
Coibentazioni A.2 Assenza di elementi emergenti dalla sagoma e rispetto delle altre condizioni
Consolidamento strutturale A.3 Assenza delle modifiche indicate dalla norma
Eliminazione barriere architettoniche A.4 Entro le tipologie e dimensioni ammesse
Condizionatori e impianti tecnologici A.5 Ubicazione e caratteristiche conformi alla voce
Cancelli e recinzioni A.13 Manutenzione o sostituzione conforme alle caratteristiche esistenti e agli ulteriori limiti
Tende parasole A.22 Installazione negli spazi indicati dalla norma
Insegne commerciali A.23 Solo nelle configurazioni ammesse

La tabella è un riepilogo orientativo e non sostituisce la lettura delle singole disposizioni dell'Allegato A.

Autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata: differenze

Quando l'intervento non rientra tra le opere escluse, occorre individuare il procedimento autorizzatorio applicabile.

Procedura ordinaria

La procedura ordinaria è disciplinata dall'art. 146 del D.Lgs. 42/2004 e si applica agli interventi che richiedono autorizzazione paesaggistica e non rientrano nelle categorie per le quali è ammesso il procedimento semplificato.

La domanda deve essere corredata dal progetto e dalla documentazione paesaggistica prevista dalle disposizioni applicabili.

L'amministrazione competente esamina l'intervento e acquisisce il parere della Soprintendenza secondo il procedimento stabilito dalla legge.

Procedura semplificata

Il DPR 31/2017 prevede una procedura semplificata per gli interventi di lieve entità individuati nell'Allegato B.

L'Allegato B contiene 42 categorie principali di interventi, per i quali è previsto un procedimento autorizzatorio più rapido rispetto a quello ordinario.

Il procedimento semplificato deve concludersi ordinariamente entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, secondo quanto previsto dall'art. 11 del DPR 31/2017, salve le vicende procedimentali e le disposizioni applicabili.

Non è però corretto considerare il termine di 60 giorni come garanzia che ogni autorizzazione venga rilasciata in tale periodo, soprattutto in presenza di documentazione incompleta o di altre problematiche istruttorie.

Differenze tra esenzione, autorizzazione semplificata e ordinaria
RegimeQuando si applicaAutorizzazione
Esenzione Interventi dell'Allegato A o altre esclusioni di legge Non richiesta
Semplificata Interventi dell'Allegato B e altri casi previsti Richiesta con procedimento semplificato
Ordinaria Interventi soggetti ad autorizzazione non rientranti nelle precedenti categorie Richiesta con procedimento ordinario

Quanto dura un'autorizzazione paesaggistica?

L'autorizzazione paesaggistica ha un'efficacia di cinque anni, ai sensi dell'art. 146, comma 4, del D.Lgs. 42/2004.

Il periodo decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell'intervento, salvo che il ritardo nel rilascio o nell'efficacia del titolo sia imputabile all'interessato.

Quando non è necessario un titolo edilizio, il termine decorre dal rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.

I lavori iniziati durante il quinquennio possono essere conclusi entro e non oltre l'anno successivo alla sua scadenza, secondo le condizioni stabilite dall'art. 146.

È possibile rinnovare un'autorizzazione paesaggistica scaduta?

L'art. 7 del DPR 31/2017 consente il rinnovo mediante procedimento semplificato anche delle autorizzazioni rilasciate con procedura ordinaria, purché siano scadute da non più di un anno e riguardino interventi in tutto o in parte non eseguiti.

Il progetto deve risultare conforme a quello precedentemente autorizzato e alle eventuali prescrizioni di tutela sopravvenute.

Se con il rinnovo vengono richieste variazioni progettuali non di lieve entità, si applica invece il procedimento ordinario.

Cappotto termico: occorre l'autorizzazione paesaggistica?

La realizzazione di un cappotto termico esterno su un edificio vincolato paesaggisticamente deve essere valutata sulla base delle condizioni previste dall'Allegato A, voce A.2, del DPR 31/2017.

La norma esclude dall'autorizzazione determinati interventi di coibentazione finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica, purché non comportino la realizzazione di elementi o manufatti emergenti dalla sagoma, comprese le opere sulle falde di copertura, e siano rispettate le ulteriori condizioni previste dalla voce.

Il cappotto esterno può modificare lo spessore delle facciate, le riquadrature delle finestre, i marcapiani, le cornici e altri elementi caratterizzanti l'architettura dell'edificio.

Non è quindi possibile affermare che tutti i cappotti termici siano automaticamente esclusi dall'autorizzazione paesaggistica.

Occorre valutare la modifica delle caratteristiche morfologiche, delle finiture e della configurazione esterna.

In particolare, se l'intervento comporta modificazioni non riconducibili alle condizioni dell'Allegato A, potrebbe essere necessaria un'autorizzazione paesaggistica semplificata oppure ordinaria.

Isolamento termico della copertura

Per la coibentazione della copertura occorre verificare se l'intervento modifichi la sagoma, le quote, gli sporti di gronda, i raccordi con gli elementi architettonici o le caratteristiche del manto.

Il mantenimento delle tegole esistenti non dimostra automaticamente l'assenza di modifiche paesaggisticamente rilevanti.

Esistono soluzioni di isolamento senza autorizzazione?

In determinate situazioni possono essere utilizzate soluzioni di isolamento che non modificano significativamente l'aspetto esterno, come interventi dall'interno o sistemi compatibili con le finiture originarie.

Non è però corretto sostenere che l'unica alternativa sia rappresentata da materiali isolanti applicati a pennello.

La valutazione deve basarsi sulle effettive modifiche prodotte dall'intervento e sulle condizioni normative applicabili.

Le eventuali modanature, i marcapiani e gli apparati decorativi devono essere attentamente considerati per evitare alterazioni dei caratteri architettonici tutelati.

Inoltre, anche quando l'intervento sia paesaggisticamente esente, devono essere verificate le norme edilizie, le distanze, gli eventuali regolamenti comunali e la compatibilità con gli edifici adiacenti.

Sostituzione degli infissi in zona vincolata

La sostituzione degli infissi può rientrare tra gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica ai sensi della voce A.2 dell'Allegato A.

In particolare, quando vengono mantenute le caratteristiche architettoniche, morfotipologiche, i materiali e le finiture esistenti, l'intervento può essere realizzato senza autorizzazione paesaggistica.

Ad esempio, una sostituzione che conserva materiale, colore, tipologia, forma e disposizione delle specchiature risulta generalmente riconducibile alla manutenzione prevista dalla voce A.2.

Qualora invece vengano modificati significativamente i materiali, le geometrie, i colori o altri elementi caratterizzanti, occorre verificare se sia necessaria un'autorizzazione paesaggistica.

Particolare attenzione deve essere prestata agli edifici storici e agli immobili eventualmente tutelati anche come beni culturali.

Tinteggiatura delle facciate: serve l'autorizzazione?

Il rifacimento degli intonaci e la tinteggiatura delle facciate possono rientrare tra gli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica ai sensi dell'Allegato A, voce A.2.

È necessario rispettare gli eventuali piani del colore comunali e conservare le caratteristiche architettoniche, morfotipologiche, i materiali e le finiture esistenti.

La stessa disposizione riguarda determinate opere di manutenzione dei rivestimenti esterni, dei manti di copertura, dei balconi, delle terrazze e delle scale esterne.

Rientrano inoltre nella voce A.2, alle condizioni previste, interventi su elementi quali infissi, cornici, parapetti, lattonerie, lucernari e comignoli.

Se invece si intende modificare significativamente il colore della facciata, sostituire materiali tradizionali con finiture differenti o alterare elementi architettonici tutelati, deve essere verificata la necessità dell'autorizzazione.

Fotovoltaico e solare termico su edifici vincolati: serve l'autorizzazione paesaggistica?

Fotovoltaico e solare termico su edifici vincolati autorizzazione paesaggistica 2026

L'installazione di impianti solari fotovoltaici e solari termici è stata interessata da importanti semplificazioni normative.

Il DL 17/2022 ha introdotto disposizioni finalizzate a semplificare l'installazione degli impianti solari sugli edifici e sulle relative pertinenze.

Successivamente, il D.Lgs. 25 novembre 2024, n. 190 ha riorganizzato i regimi amministrativi per gli interventi di produzione di energia da fonti rinnovabili, con successive modifiche e integrazioni.

Occorre quindi verificare il regime applicabile sulla base del D.Lgs. 190/2024, della tipologia di impianto, della sua collocazione e degli eventuali vincoli.

Fotovoltaico in zona vincolata: quando è esente?

Per gli interventi rientranti nel regime di attività libera, l'art. 7 del D.Lgs. 190/2024 prevede condizioni specifiche in presenza di vincoli paesaggistici.

In particolare, assumono rilievo i vincoli di cui all'art. 136, comma 1, lettere b) e c), del D.Lgs. 42/2004.

Per gli interventi ricadenti nelle condizioni indicate dalla normativa, può essere necessaria la preventiva autorizzazione paesaggistica.

Sono previste anche specifiche eccezioni, tra cui determinate installazioni non visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici, da verificare con attenzione rispetto alla formulazione vigente della norma.

Non è pertanto corretto affermare che l'installazione di pannelli fotovoltaici sia sempre libera in ogni area vincolata oppure che sia sempre sufficiente l'autorizzazione paesaggistica semplificata.

La verifica deve considerare anche l'eventuale tutela culturale diretta dell'immobile, le caratteristiche della copertura e le ulteriori disposizioni applicabili.

Quali sono i beni richiamati dall'art. 136?

L'art. 136, comma 1, del D.Lgs. 42/2004 individua diverse categorie di immobili e aree di notevole interesse pubblico.

Tra queste:

  • Lettera b): ville, giardini e parchi, non tutelati dalla Parte II del Codice, che si distinguono per la loro non comune bellezza;
  • Lettera c): complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale, inclusi centri e nuclei storici.

Prima di installare un impianto fotovoltaico su un edificio vincolato, è quindi necessario identificare esattamente il vincolo e la normativa applicabile.

Per gli immobili ubicati in Toscana puoi consultare anche la guida regionale sui regimi amministrativi degli impianti fotovoltaici.

Demolizione e ricostruzione fedele: serve l'autorizzazione paesaggistica?

La demolizione e ricostruzione di un edificio situato in area sottoposta a vincolo paesaggistico richiede una valutazione specifica.

La semplice ricostruzione fedele dell'edificio demolito non comporta automaticamente l'esenzione dall'autorizzazione paesaggistica.

Occorre distinguere le opere di manutenzione o ripristino riconducibili alle categorie esenti dagli interventi di demolizione e ricostruzione che comportano una trasformazione edilizia rilevante.

Devono inoltre essere verificate le disposizioni del DPR 380/2001, della pianificazione paesaggistica e della normativa relativa agli edifici di interesse storico e culturale.

Approfondisci la demolizione e ricostruzione degli edifici vincolati.

Tende parasole: quando sono escluse dall'autorizzazione paesaggistica?

L'Allegato A, voce A.22, del DPR 31/2017 esclude dall'autorizzazione paesaggistica l'installazione di tende parasole su terrazze, prospetti o in spazi pertinenziali a uso privato.

Si tratta di una specifica previsione di esenzione paesaggistica.

Devono comunque essere rispettate le eventuali disposizioni edilizie, condominiali e le ulteriori prescrizioni di tutela applicabili.

È inoltre necessario distinguere le semplici tende parasole da strutture stabilmente installate che, per dimensioni e caratteristiche, possono configurare interventi differenti.

Nuove finestre e lucernari: quando non serve l'autorizzazione?

L'Allegato A, voce A.2, del DPR 31/2017 disciplina anche gli interventi relativi alle aperture esterne e alle finestre a tetto.

Alle condizioni previste dalla disposizione, la realizzazione o modifica di aperture esterne e di lucernari può essere esclusa dall'autorizzazione paesaggistica.

L'esenzione non si applica però indiscriminatamente a tutti gli immobili vincolati.

Sono previste limitazioni per i beni di cui all'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c), relativamente, per quest'ultima lettera, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, compresa l'edilizia rurale tradizionale.

Occorre inoltre verificare il rispetto delle caratteristiche architettoniche esistenti e degli eventuali piani del colore.

Attenzione: la sostituzione di un lucernario esistente e la realizzazione di una nuova apertura nella copertura non costituiscono necessariamente lo stesso intervento dal punto di vista edilizio.

L'eventuale esenzione paesaggistica non elimina gli obblighi edilizi e strutturali che possono derivare dall'apertura di un nuovo vano nella copertura.

Abbattimento delle barriere architettoniche: quando non serve il nulla osta paesaggistico?

L'Allegato A, voce A.4, del DPR 31/2017 esclude dall'autorizzazione determinati interventi indispensabili per l'eliminazione delle barriere architettoniche.

Tra questi rientrano:

  • la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm;
  • l'installazione di apparecchi servoscala esterni;
  • la realizzazione di ascensori esterni o manufatti analoghi negli spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico, secondo le condizioni previste.

Quando l'intervento comporta opere differenti, come rampe di maggiore altezza oppure ascensori esterni visibili dallo spazio pubblico e modificativi della sagoma, può essere necessario ricorrere alla procedura semplificata prevista dall'Allegato B.

La presenza di finalità legate all'accessibilità non determina quindi automaticamente l'esenzione paesaggistica per qualunque tipologia di opera.

Cancelli, recinzioni e muri di cinta: quando non serve l'autorizzazione?

L'Allegato A, voce A.13, del DPR 31/2017 disciplina determinati interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni e muri di cinta o di contenimento del terreno.

La disposizione comprende anche l'inserimento di elementi antintrusione, a condizione che siano rispettate le caratteristiche morfotipologiche, i materiali e le finiture esistenti.

Sono inoltre previste limitazioni per determinati beni vincolati ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c), secondo le condizioni specificate dalla norma.

La sostituzione di un cancello esistente con uno analogo può quindi rientrare nell'esenzione paesaggistica, mentre la realizzazione di una nuova recinzione o di un nuovo muro di contenimento deve essere valutata separatamente.

Le modifiche sostanziali dell'altezza, del materiale, del tracciato o delle caratteristiche architettoniche possono richiedere ulteriori autorizzazioni.

Consolidamento statico e miglioramento sismico: occorre il nulla osta paesaggistico?

Gli interventi finalizzati al consolidamento statico degli edifici sono disciplinati dall'Allegato A, voce A.3, del DPR 31/2017.

Sono esclusi dall'autorizzazione paesaggistica anche gli interventi necessari per il miglioramento o l'adeguamento antisismico, purché non comportino modifiche alle caratteristiche morfotipologiche, ai materiali di finitura o rivestimento, alla volumetria e all'altezza dell'edificio.

Ad esempio, un intervento strutturale completamente interno e privo di conseguenze sull'aspetto esteriore può rientrare tra le opere esenti.

Al contrario, interventi che comportano nuove strutture visibili, modifiche significative delle facciate o alterazioni della copertura possono richiedere una valutazione paesaggistica.

Attenzione: l'esenzione dall'autorizzazione paesaggistica non comporta l'esenzione dagli adempimenti strutturali e sismici previsti dalle NTC 2018, dal DPR 380/2001 e dalla normativa regionale.

Insegne commerciali: quando sono escluse dall'autorizzazione?

L'Allegato A, voce A.23, del DPR 31/2017 esclude determinate installazioni di insegne per esercizi commerciali o altre attività economiche.

In particolare, l'esenzione riguarda le insegne collocate all'interno dello spazio vetrina o in altra posizione analoga appositamente predisposta.

Può inoltre essere esclusa dall'autorizzazione la sostituzione di insegne esistenti, già legittimamente installate, con nuove insegne analoghe per dimensioni e collocazione.

L'esenzione non riguarda invece le insegne e i mezzi pubblicitari a messaggio o luminosità variabile.

Restano applicabili le eventuali prescrizioni comunali riguardanti le insegne e i mezzi pubblicitari.

Condizionatori, pompe di calore, caldaie e antenne: serve l'autorizzazione paesaggistica?

L'Allegato A, voce A.5, del DPR 31/2017 prevede l'esclusione dall'autorizzazione per determinate installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici.

Tra questi rientrano, alle condizioni stabilite dalla norma:

  • condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna;
  • caldaie;
  • parabole e antenne;
  • altri impianti tecnologici assimilabili nei limiti della disposizione.

L'esenzione è prevista, tra l'altro, quando le installazioni vengono effettuate su prospetti secondari, in spazi pertinenziali interni, in posizioni non visibili dallo spazio pubblico oppure risultano integrate nella configurazione esterna dell'edificio.

La disposizione contiene limitazioni per determinati beni vincolati ai sensi dell'art. 136, comma 1, lettere a), b) e c), secondo le condizioni indicate dalla norma.

Un'unità esterna installata su una facciata principale visibile dalla pubblica via potrebbe quindi richiedere un'autorizzazione paesaggistica semplificata.

La semplice presenza di un impianto tecnologico non è sufficiente per stabilire automaticamente il regime applicabile.

Linee vita e dispositivi anticaduta sulle coperture

Il DPR 31/2017 prevede anche l'esclusione dall'autorizzazione paesaggistica per l'installazione di determinati dispositivi di sicurezza anticaduta sulle coperture degli edifici.

Tra questi possono rientrare le linee vita e altri dispositivi destinati alla sicurezza degli operatori durante gli interventi di manutenzione.

La voce A.9 dell'Allegato A comprende specifiche installazioni finalizzate alla sicurezza sulle coperture.

Rimangono comunque applicabili le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro e le eventuali norme regionali relative ai sistemi anticaduta.

Novità: modifiche al DPR 31/2017

Il DPR 20 febbraio 2026, n. 73, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 108 del 12 maggio 2026 ed entrato in vigore il 27 maggio 2026, ha introdotto modifiche al DPR 31/2017.

Le modifiche riguardano principalmente:

  • la voce A.27 dell'Allegato A, relativa a specifiche installazioni nelle strutture turistico-ricettive all'aperto;
  • la voce B.26 dell'Allegato B, relativa a determinati interventi sulle infrastrutture e sulle aree attrezzate delle medesime strutture.

Le modifiche prevedono condizioni puntuali riguardanti, tra l'altro, strutture già autorizzate paesaggisticamente, mezzi mobili di pernottamento, caratteristiche di amovibilità e collegamenti alle reti tecnologiche.

Il provvedimento non introduce un'esenzione generalizzata per qualunque struttura mobile o casa prefabbricata collocata in area paesaggisticamente vincolata.

Consulta il DPR 73/2026 su Normattiva.

Come verificare se un immobile è sottoposto a vincolo paesaggistico?

Prima di effettuare qualsiasi intervento su un edificio è importante verificare la presenza e la tipologia degli eventuali vincoli paesaggistici.

La verifica può essere effettuata consultando gli strumenti di pianificazione territoriale e paesaggistica, gli elaborati cartografici e i provvedimenti di tutela.

Per gli immobili situati in Toscana assumono particolare importanza il Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico (PIT-PPR) e le disposizioni degli strumenti urbanistici comunali.

In particolare, occorre verificare:

  • la presenza del vincolo paesaggistico;
  • la norma o il provvedimento da cui deriva il vincolo;
  • l'eventuale presenza di più vincoli sovrapposti;
  • le specifiche prescrizioni paesaggistiche applicabili;
  • l'eventuale tutela diretta dell'immobile come bene culturale.

Non è sufficiente sapere che l'edificio si trova in centro storico o in zona agricola per stabilire automaticamente se sia sottoposto a vincolo paesaggistico.

Analogamente, la presenza di un vincolo non comporta che tutti gli interventi richiedano necessariamente l'autorizzazione.

Domande frequenti sull'autorizzazione paesaggistica

Quali interventi non richiedono l'autorizzazione paesaggistica?

Gli interventi esclusi sono individuati principalmente dall'art. 149 del D.Lgs. 42/2004 e dall'Allegato A del DPR 31/2017. Comprendono, alle condizioni previste, determinate opere interne, manutenzioni, sostituzioni di infissi, coibentazioni, tende da sole e altri interventi.

Il cappotto termico richiede l'autorizzazione paesaggistica?

Dipende dalle caratteristiche dell'intervento. L'Allegato A.2 esclude determinate coibentazioni che rispettano le condizioni previste, tra cui quelle relative alla sagoma e alle caratteristiche architettoniche. Un cappotto esterno non è automaticamente esente in ogni situazione.

Per sostituire gli infissi in zona vincolata serve il nulla osta?

La sostituzione può essere esclusa dall'autorizzazione se rispetta le condizioni della voce A.2, comprese quelle relative alle caratteristiche architettoniche, ai materiali e alle finiture.

Il fotovoltaico richiede l'autorizzazione paesaggistica?

Occorre verificare il regime previsto dal D.Lgs. 190/2024 e successive modifiche. Per determinati impianti è prevista l'attività libera, mentre in presenza di specifici vincoli possono essere necessarie autorizzazioni o altre verifiche.

Le tende parasole sono esenti dall'autorizzazione paesaggistica?

L'Allegato A.22 del DPR 31/2017 prevede l'esenzione per l'installazione di tende parasole su terrazze, prospetti o spazi pertinenziali a uso privato, ferme restando le altre norme applicabili.

Una nuova finestra a tetto richiede l'autorizzazione paesaggistica?

La realizzazione o modifica di finestre a tetto può essere esclusa ai sensi dell'Allegato A.2, purché siano rispettate le condizioni previste, comprese le limitazioni relative a specifici beni vincolati.

È necessaria l'autorizzazione per installare un condizionatore?

La voce A.5 prevede l'esenzione per determinate installazioni di impianti tecnologici esterni, a seconda della collocazione, dell'integrazione architettonica e delle caratteristiche del vincolo.

Quanto tempo occorre per l'autorizzazione paesaggistica semplificata?

Il DPR 31/2017 prevede ordinariamente la conclusione del procedimento entro 60 giorni dal ricevimento della domanda, secondo le disposizioni applicabili.

Quanto dura un'autorizzazione paesaggistica?

L'efficacia è generalmente di cinque anni, con decorrenza determinata dall'art. 146, comma 4, del D.Lgs. 42/2004. I lavori iniziati durante il quinquennio possono essere conclusi entro l'anno successivo alla scadenza, secondo le condizioni previste dalla norma.

L'autorizzazione paesaggistica può essere rinnovata?

Sì, nei casi previsti dall'art. 7 del DPR 31/2017 è possibile richiedere il rinnovo con procedimento semplificato per autorizzazioni scadute da non più di un anno, rispettando le condizioni previste.

Edilizia libera significa assenza di autorizzazione paesaggistica?

No. L'edilizia libera riguarda il regime edilizio dell'intervento, mentre l'autorizzazione paesaggistica tutela specifici valori del territorio. I due regimi devono essere verificati separatamente.

Il DPR 31/2017 è stato modificato nel 2026?

Sì. Il DPR 73/2026, entrato in vigore il 27 maggio 2026, ha modificato le voci A.27 e B.26 degli allegati al DPR 31/2017, introducendo disposizioni relative alle strutture turistico-ricettive all'aperto.

Normativa e documenti ufficiali

Per verificare la disciplina applicabile agli interventi su immobili vincolati, puoi consultare i seguenti riferimenti:

Studio Madera - Ingegneria e Architettura, Firenze. Lo studio si occupa di pratiche edilizie, verifiche urbanistiche e consulenze relative agli interventi su edifici vincolati, anche con riferimento alle procedure di autorizzazione paesaggistica.

Per ogni intervento è opportuno verificare preventivamente la natura del vincolo e la corretta procedura amministrativa, evitando di avviare lavori che potrebbero richiedere un'autorizzazione preventiva.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. A presto, Vincenzo.

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

Spero che, grazie al web, diventeremo amici: Contattami

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