TAN E TAEG cosa sono | esempio di come si calcolano
TAN e TAEG per prestito o mutuo in banca o finanziarie: cosa sono? Quali sono le differenze. Caso di interesse zero. Esempio di calcolo.

Se hai deciso di acquistare una casa o un'auto chiedendo un mutuo o un prestito presso una banca o un'agenzia di credito avrai incontrato sul tuo percorso il TAN e il TAEG. Questi acronimi sono essenziali per comprendere quanti soldi dovrai versare all'istituto perché ti conceda il prestito, oltre ai soldi ottenuti dal finanziamento. Non è semplice comprendere il significato, spero di riuscire a semplificarti la questione.
Sia il T.A.N. che il T.A.E.G. sono due indicatori espressi in percentuale annua, utilizzati per valutare il costo di un finanziamento. Il TAN rappresenta il tasso relativo ai soli interessi, mentre il TAEG tiene conto del costo complessivo del credito, includendo anche le spese previste dalla normativa. Devono essere indicati nella documentazione informativa e, nei casi previsti, nei messaggi pubblicitari e nel contratto.
Il tasso di interesse, insieme alla durata del finanziamento e all’ammontare della cifra richiesta, è un valore che influisce sul costo finale dell’operazione, sulla rata mensile e sulla valutazione della fattibilità dell’operazione nel suo complesso.
Ma andiamo per gradi. Vediamo cos'è il T.A.N.:
Che cos'è il T.A.N.? Esempio
Il TAN è il Tasso Annuo Nominale e rappresenta il tasso di interesse annuo applicato al finanziamento. Non comprende le altre spese e commissioni connesse al credito.
Il TAN viene espresso in percentuale annua sull'importo finanziato. La durata del finanziamento non modifica il valore percentuale del TAN stabilito nel contratto, ma incide sull'ammontare complessivo degli interessi che verranno pagati. Ad esempio, qualora richiedessi un prestito di 10.000 €, da restituire in 6 anni (72 mesi), con rate trimestrali (ogni 3 mesi), e un TAN (Tasso Annuo Nominale) del 4%:
- Capitale: 10.000 €
- Durata: 6 anni = 24 trimestri
- Frequenza rate: trimestrale → 4 rate l’anno
- Numero totale rate: 6 anni × 4 = 24 rate
- TAN annuale: 4% → tasso trimestrale = 4% ÷ 4 = 1% a trimestre
Formula della rata costante (ammortamento alla francese):
R = C × i / [1 − (1 + i)−n]
Dove:
R = rata trimestrale
C = capitale (10.000 €)
i = tasso per periodo = 0,01 (1%)
n = numero totale di rate = 24
Calcolo della rata:
R = 10.000 × 0,01 / [1 − (1 + 0,01)−24] = 470,73 €
Rata trimestrale: circa 470,73 €
Numero rate: 24
Totale rimborsato: circa 470,73 × 24 = 11.297,63 €
Interessi totali pagati: circa 11.297,63 − 10.000 = 1.297,63 €
Importante: il TAN non comprende spese, oneri o altre commissioni, quindi da solo non fornisce un’idea precisa del costo complessivo dell’operazione. Per questo motivo, per confrontare diversi finanziamenti, è più utile considerare il TAEG.
Vediamo il tasso da tenere sott'occhio quando si richiede un credito:
Che cos'è il T.A.E.G.?
Questo indicatore è quello fondamentale per valutare il costo complessivo del finanziamento.
Il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale e rappresenta il costo totale del finanziamento espresso in percentuale annua sul credito concesso. Tiene conto degli interessi e delle altre spese che, secondo la normativa, devono essere comprese nel calcolo.
Il T.A.E.G. è sempre espresso in misura percentuale annua e consente di confrontare in modo più completo diverse offerte di finanziamento. Non indica direttamente la somma complessiva che si andrà a restituire, ma esprime attraverso un unico valore percentuale il costo complessivo del credito. Il T.A.E.G. è utilizzato anche nei mutui e compare nella relativa documentazione informativa. Può variare in base a molti fattori:
- la durata e l’importo del prestito; per esempio, se per un certo tipo di prestito sono previsti costi fissi che restano invariati indipendentemente dalla durata, una diversa durata del finanziamento può incidere sul valore del TAEG;
- gli interessi: se il TAN è più alto, generalmente sarà più elevato anche il T.A.E.G.;
- le spese accessorie, ovvero le spese connesse alla pratica che devono essere incluse nel TAEG secondo la normativa, come commissioni, imposte e determinati costi dei servizi accessori. Anche il costo di un'assicurazione deve essere incluso quando la polizza è obbligatoria per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni offerte. Le assicurazioni realmente facoltative, invece, normalmente non rientrano nel TAEG.
Per confrontare le varie offerte di finanziamento o di mutuo ti consiglio di confrontare soprattutto il TAEG: a parità di condizioni, un TAEG più basso indica generalmente un finanziamento complessivamente meno costoso.
È anche vero che occorre diffidare di chi promette finanziamenti facili a chiunque. Verificate sempre con attenzione i tassi di interesse, le spese accessorie e le altre condizioni economiche previste dal contratto. Eviterete così brutte sorprese dovute ai costi troppo alti, che potrebbero impedirvi di restituire la somma ricevuta.
Inoltre, occhio all'usura: per verificare il rispetto della normativa antiusura occorre confrontare il tasso effettivo applicato al finanziamento con il relativo tasso soglia. I tassi soglia vengono determinati sulla base dei TEGM, cioè i Tassi Effettivi Globali Medi rilevati trimestralmente per le diverse categorie di finanziamento.
Il TAEG è un indicatore utilizzato a livello europeo e permette quindi di confrontare più facilmente le condizioni economiche delle diverse offerte di credito.
Cosa non considera il TAEG?
Mi preme segnalarti che il TAEG non considera:
- eventuali penali e gli interessi di mora se il consumatore non paga le rate o se non le paga puntualmente; tutte le conseguenze del mancato pagamento devono essere indicate nella documentazione informativa e nel contratto;
- le spese notarili. Ho pensato ti potesse essere utile un articolo sulla parcella e sul costo del notaio, leggi l'approfondimento;
- le spese per i servizi accessori facoltativi, ad esempio le polizze assicurative realmente facoltative.
Ti consiglio di informarti circa queste spese prima di firmare.
Vediamo un esempio:
Importo concesso 10.000 euro da restituire in 60 rate in 5 anni. TAN 10,9% e TAEG 11,6%.
In un esempio riportato dalla Banca d’Italia, con queste condizioni la rata mensile è pari a circa 216,90 €.
Numero delle rate: 60
Rata mensile: circa 216,90 €
Totale delle rate versate: circa 216,90 × 60 = 13.014 €
Il TAEG dell’11,6% non deve quindi essere calcolato semplicemente moltiplicando 10.000 € per 11,6% ogni anno. Il TAEG viene determinato attraverso una specifica formula finanziaria che tiene conto dell’importo erogato, delle rate, delle relative scadenze e delle spese incluse nel finanziamento.
Ma cosa si intende per “INTERESSI ZERO”
Quando ci si trova di fronte a un’offerta ad “Interessi Zero” spesso il riferimento riguarda il T.A.N. pari a zero. Questo non significa necessariamente che il finanziamento sia completamente gratuito, perché potrebbero essere presenti altri costi che fanno risultare il T.A.E.G. superiore a zero. Per verificare se il finanziamento è realmente senza costi occorre quindi controllare anche il TAEG e tutte le condizioni contrattuali.
Infine, potresti imbatterti anche nel T.E.G. (Tasso Effettivo Globale). Il TEG è utilizzato, tra l'altro, nell'ambito della normativa antiusura. I TEG applicati dagli intermediari alle diverse categorie di operazioni concorrono alla rilevazione del TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio), utilizzato per determinare i tassi soglia oltre i quali un finanziamento è considerato usurario. Il TEG e il TAEG hanno quindi finalità diverse: il TAEG è soprattutto uno strumento di trasparenza e confronto del costo complessivo del credito, mentre il TEG viene utilizzato ai fini della disciplina antiusura.
Per legge e a tua garanzia, i costi del finanziamento devono essere chiaramente indicati nella documentazione contrattuale prevista dalla normativa.
Quali documenti devo presentare per ottenere il mutuo o il prestito?
Per avviare la pratica e valutare la tua capacità di rimborso, il finanziatore ti richiederà alcuni documenti:
- documento di identità;
- codice fiscale;
- se sei un lavoratore dipendente: busta paga e Certificazione Unica; se sei un libero professionista o lavoratore autonomo: dichiarazione dei redditi. Se sei un pensionato: cedolino della pensione o documentazione reddituale relativa alla pensione;
- documentazione di eventuali altri finanziamenti in corso;
- documentazione relativa ai tuoi beni che vorresti ipotecare, ad esempio visure catastali e atti notarili;
- al consumatore di nazionalità non italiana potrebbe essere richiesta la documentazione relativa alla regolarità della sua presenza in Italia.
Il finanziatore potrebbe richiedere la garanzia di una terza persona che si impegna a pagare in caso di inadempienza del consumatore. In tal caso anche questa terza persona – il garante – deve presentare la documentazione sulla propria “capacità di rimborso”.
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Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo.
