Lattonerie: nomenclatura e dettagli costruttivi

Guida pratica ai principali elementi di lattoneria utilizzati in copertura: grondaie, pluviali, scossaline, converse, gocciolatoi, bocchettoni, raccordi e dettagli costruttivi per evitare infiltrazioni.

lattoneria scossalina conversa

Con il termine lattonerie si indicano tutti quegli elementi metallici, generalmente realizzati in rame, alluminio, acciaio zincato, acciaio inox, zinco-titanio o lamiera preverniciata, utilizzati per proteggere l’edificio dall’acqua piovana e convogliarla correttamente verso i punti di scarico.

Le lattonerie sono spesso considerate elementi secondari, ma in realtà sono fondamentali per la durata di una copertura. Un dettaglio eseguito male può causare infiltrazioni, distacchi di intonaco, macchie di umidità, degrado delle murature e danni agli elementi strutturali.

In questo articolo vediamo la nomenclatura delle principali lattonerie e alcuni dettagli costruttivi da rispettare in fase di posa.

Materiali utilizzati per le lattonerie

Le lattonerie possono essere realizzate con materiali diversi, scelti in base al tipo di edificio, all’esposizione atmosferica, al budget e all’effetto estetico desiderato.

  • Rame: materiale molto durevole, tradizionale e pregiato. Con il tempo tende a ossidarsi assumendo una colorazione più scura e, successivamente, verdastra.
  • Alluminio: leggero, resistente alla corrosione e disponibile anche preverniciato. È molto utilizzato nelle coperture moderne.
  • Acciaio zincato: economico e resistente, ma deve essere protetto correttamente per evitare fenomeni corrosivi.
  • Acciaio inox: molto resistente e durevole, adatto anche ad ambienti aggressivi, ma più costoso.
  • Zinco-titanio: materiale elegante e durevole, spesso usato in edifici di pregio o coperture contemporanee.
  • Lamiera preverniciata: soluzione pratica, disponibile in diversi colori, molto utilizzata per scossaline, copertine e finiture.

È importante evitare accoppiamenti impropri tra metalli diversi, perché potrebbero generarsi fenomeni di corrosione galvanica, soprattutto in presenza di acqua.

Grondaia o canale di gronda

La grondaia, detta anche canale di gronda, è l’elemento orizzontale che raccoglie l’acqua proveniente dalla falda del tetto e la convoglia verso i pluviali.

Può avere diverse sezioni:

  • semicircolare;
  • quadra;
  • sagomata;
  • interna o incassata;
  • esterna a vista.

La grondaia deve essere posata con una pendenza sufficiente verso il punto di scarico. Una pendenza troppo bassa può causare ristagni d’acqua, deposito di foglie e sporco, ossidazioni e tracimazioni durante le piogge intense.

Nei tratti lunghi occorre prevedere adeguati giunti di dilatazione, perché i metalli si dilatano e si contraggono al variare della temperatura.

Pluviale

Il pluviale è il tubo verticale che riceve l’acqua dalla grondaia e la convoglia verso il terreno, la fognatura bianca, una cisterna di raccolta o altro sistema di smaltimento.

Il pluviale può essere:

  • tondo;
  • quadrato;
  • rettangolare;
  • a vista;
  • incassato nella muratura.

I pluviali a vista sono più semplici da controllare e manutenere. Quelli incassati sono esteticamente meno invasivi, ma in caso di perdita possono causare danni più difficili da individuare.

Il diametro del pluviale deve essere proporzionato alla superficie di copertura servita e all’intensità delle piogge della zona.

Scossalina

La scossalina è un elemento di lamiera piegata utilizzato per proteggere punti delicati della copertura o della facciata. Serve a impedire che l’acqua penetri nei giunti, nei raccordi o nei punti di contatto tra materiali diversi.

scossalina sopra muro

La scossalina viene spesso utilizzata:

  • sopra i muretti di copertura;
  • nei raccordi tra tetto e parete verticale;
  • sulle copertine dei parapetti;
  • nei bordi di terrazze e balconi;
  • nei raccordi tra cappotto e copertura;
  • sopra pannelli OSB o supporti lignei;
  • come protezione di elementi sporgenti.

Una buona scossalina deve avere una corretta pendenza verso l’esterno, un adeguato gocciolatoio e risvolti laterali sufficienti a impedire il ritorno dell’acqua verso la muratura.

Il fissaggio non dovrebbe creare punti di infiltrazione. Quando sono presenti viti o tasselli, è opportuno utilizzare rondelle, guarnizioni o sistemi che garantiscano la tenuta all’acqua.

Conversa

La conversa è una lattoneria utilizzata nei punti in cui la copertura incontra elementi emergenti, come camini, lucernari, abbaini, muri verticali o corpi tecnici.

La sua funzione è raccordare correttamente il manto di copertura con l’elemento emergente, impedendo all’acqua di infiltrarsi nel punto di discontinuità.

Le converse sono particolarmente importanti attorno a:

  • camini;
  • canne fumarie;
  • lucernari;
  • finestre da tetto;
  • abbaini;
  • muri controfalda;
  • impianti tecnici in copertura.

Una conversa deve essere sempre progettata considerando il verso di scorrimento dell’acqua. La parte superiore deve impedire l’ingresso dell’acqua proveniente dalla falda, mentre le parti laterali devono accompagnarla verso il basso senza creare ristagni.

Gocciolatoio

Il gocciolatoio è una piega, un risalto o una scanalatura che impedisce all’acqua di risalire per capillarità o di scorrere lungo la faccia inferiore di una lattoneria.

È un dettaglio molto semplice, ma fondamentale. Senza gocciolatoio, l’acqua può tornare verso la muratura, bagnare l’intonaco e provocare colature, macchie e infiltrazioni.

Il gocciolatoio dovrebbe essere presente, ad esempio:

  • sulle copertine dei muretti;
  • sulle scossaline di bordo;
  • sui davanzali metallici;
  • sui frontalini di balconi e terrazze;
  • nelle lattonerie di coronamento.

In generale, la lamiera dovrebbe sporgere rispetto al filo della muratura e avere una piega tale da far cadere l’acqua verso l’esterno.

Bocchettone, braga, curve e raccordi

Il bocchettone è l’elemento che collega la grondaia o il canale di raccolta al pluviale. È il punto in cui l’acqua passa dal tratto orizzontale al tubo verticale.

La braga è un raccordo che consente l’innesto di un secondo tubo nel pluviale principale. Viene utilizzata quando occorre collegare più scarichi a una stessa colonna verticale.

Le curve servono a modificare la direzione del pluviale, ad esempio per superare aggetti, cornici, marcapiani o altri ostacoli presenti in facciata.

Il giunto rettilineo consente di collegare tra loro due tratti di grondaia o due elementi lineari. Deve garantire continuità idraulica e tenuta all’acqua.

Il bicchiere è la parte allargata di un tubo o di un raccordo che permette l’inserimento del tratto successivo. L’orientamento del bicchiere deve essere tale da non ostacolare il deflusso dell’acqua.

Fissaggi, staffe e collari

Le staffe sostengono la grondaia e la mantengono nella posizione corretta. Devono essere dimensionate e posate con interasse adeguato, evitando deformazioni del canale.

I collari servono a fissare i pluviali alla parete. Devono bloccare il tubo senza impedirne completamente le dilatazioni termiche.

I fissaggi devono essere resistenti agli agenti atmosferici e compatibili con il materiale della lattoneria. L’uso di viti, tasselli o accessori non idonei può generare corrosione, allentamenti o infiltrazioni.

Dettagli costruttivi da rispettare

Una lattoneria funziona bene solo se il dettaglio costruttivo è pensato correttamente. Non basta piegare una lamiera: occorre valutare pendenze, sormonti, fissaggi, dilatazioni e percorsi dell’acqua.

Pendenza

Le superfici metalliche devono favorire il deflusso dell’acqua. Una scossalina perfettamente piana può trattenere acqua, sporco e foglie, aumentando il rischio di ossidazione e infiltrazione.

Sormonti

Gli elementi sovrapposti devono essere disposti secondo il verso di scorrimento dell’acqua. Lo sormonto deve impedire all’acqua di infilarsi sotto la lamiera.

Risvolti

I risvolti verticali e laterali impediscono all’acqua di superare il bordo della lattoneria. Sono particolarmente importanti nelle converse e nei raccordi contro parete.

Gocciolatoio

Il gocciolatoio deve essere previsto ogni volta che l’acqua potrebbe tornare verso la muratura. È uno dei dettagli più importanti per proteggere intonaci, cappotti e rivestimenti.

Dilatazioni

Le lamiere metalliche si muovono per effetto delle variazioni termiche. Nei tratti lunghi è necessario prevedere giunti, asole o sistemi di fissaggio che consentano i movimenti senza deformazioni.

Tenuta dei fissaggi

Forare una lattoneria significa creare un potenziale punto di ingresso dell’acqua. Per questo i fissaggi devono essere posizionati correttamente e protetti con idonee guarnizioni o sistemi di tenuta.

Errori frequenti

Tra gli errori più comuni nella posa delle lattonerie troviamo:

  • assenza di gocciolatoio;
  • pendenza insufficiente;
  • sormonti eseguiti nel verso sbagliato;
  • fissaggi non sigillati;
  • mancanza di giunti di dilatazione;
  • uso di materiali incompatibili tra loro;
  • pluviali sottodimensionati;
  • gronde con ristagni d’acqua;
  • converse troppo basse o prive di adeguato risvolto;
  • scossaline fissate direttamente senza considerare la tenuta all’acqua.

Molte infiltrazioni in copertura non dipendono dal manto principale, ma proprio da questi dettagli: scossaline, converse, raccordi, bocchettoni e fissaggi.

Spero che l'articolo ti sia stato utile. Vincenzo

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Chi sono? Ciao, sono Vincenzo e amo tutto ciò che riguarda l’edilizia.

Vincenzo Madera

Fin da ragazzo, mio padre Gennaro mi portava sui cantieri. Quell'ambiente fatto di persone umili, gentili e simpatiche mi ha colpito. Proprio per questo motivo, ci passerei intere giornate, bevendo pessimi caffè e ascoltando le strabilianti avventure dei muratori, per poi tornare in studio a scrivere articoli.

Ecco la mia seconda passione. Mai avrei pensato di creare un blog. Eppure, a sorpresa le pagine del mio sito hanno raggiunto picchi di 60.000 volte ogni giorno.

Insieme a mia sorella Rosa portiamo avanti il nostro studio a Firenze e ci occupiamo di edilizia, strutture, impianti, energetica, bonus e interior design. Ebbene sì, un ingegnere e un architetto che vanno d'accordo!

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