Isolamento termico estivo: qual è il migliore?
Miglior isolante per il caldo estivo (cappotto, tetto e sottotetto). Sfasamento, attenuazione e trasmittanza termica periodica.
Qualche giorno fa mi contatta un cliente per una consulenza in quanto, nonostante avesse terminato la riqualificazione energetica della sua casa, completa di cappotto termico, continuava a patire il caldo. La mia prima domanda è stata: con quale materiale hai realizzato il cappotto?
"Quattordici centimetri di polistirolo EPS su parete in forati, visto che mi garantiva la migliore conducibilità termica".
Fermi tutti, si tratta sì di uno degli isolanti dalla conducibilità più bassa, quindi, a parità di spessore, garantisce prestazioni migliori. Ma prestazioni invernali. Difatti, dal punto di vista della protezione estiva non conta solo la conducibilità, ma altri parametri.
Inerzia termica
Le prestazioni estive dipendono da due parametri che caratterizzano il materiale isolante:
- La capacità termica, e cioè la capacità di accumulare calore da parte del materiale;
- La densità, e cioè il peso per unità di volume.
Più sono alti i valori di questi due parametri, migliori saranno le prestazioni estive. Difatti, questi valori influenzano l'inerzia termica, misurabile attraverso due grandezze:
- Lo sfasamento (S o Δt), e cioè il tempo che trascorre tra quando si verifica la massima temperatura sulla superficie esterna della struttura e quando si verifica la massima temperatura sulla superficie interna della stessa. È legato alla capacità termica del materiale. In pratica, se d'estate la calura arriva verso le dieci di mattina e l'isolante rallenta il passaggio del calore dall'esterno all'interno di 12 ore, il caldo entrerà all'interno della tua casa alle 22, quando il clima sarà più fresco.
- L'attenuazione (fattore di decremento o smorzamento, fa), e cioè la riduzione di ampiezza dell'onda termica; minore è tale indice, maggiore sarà la riduzione del flusso termico entrante. È legata alla densità del materiale.

Quali materiali sfasano / attenuano di più?
I materiali minerali, come la lana di roccia o di vetro, trattengono poco il calore. Cosa che avviene maggiormente per gli isolanti plastici che, tuttavia, essendo leggeri, non attenuano l'onda di calore. Sicuramente, il non plus ultra per quanto attiene alla protezione dal caldo sono i materiali naturali, quali sughero e legno.
Lo sfasamento ideale è di 12 ore! Ma, a prescindere, nelle zone più calde occorre raggiungere uno sfasamento termico di almeno 10 ore. Ti ricordo che non si tratta di un obbligo.
Se proprio non volessi utilizzare materiali dall'alta massa, potresti valutare strutture con intercapedini ventilate che potrebbero produrre effetti addirittura migliori.
Confronto tra materiali
Ti premetto che lo sfasamento dipende dall'intera stratigrafia. Tuttavia, a titolo indicativo, vediamo gli spessori minimi per produrre uno sfasamento di 8 ore al variare del materiale. Come vedrai, con il legno sono sufficienti 12 cm per garantire tale sfasamento.
| Materiale | Capacità termica J/(kg K) | Densità kg/m³ | Spessore (cm) per garantire uno sfasamento di 8 h - comparazione qualitativa |
|---|---|---|---|
| Lana di roccia | 900 | 50 | 45 |
| Lana di vetro | 900 | 25 | 55 |
| EPS | 1400 | 25 | 35 |
| XPS | 1500 | 45 | 24 |
| PIR - PUR | 1400 | 45 | 26 |
| Pannello sughero | 1600 | 150 | 15 |
| Lana di pecora | 1300 | 25 | 39 |
| Lana di legno | 1600 | 600 | 10 |
| Pannello fibra di legno | 2400 | 150 | 12 |

Trasmittanza termica periodica e "fattore di attenuazione"
Secondo il decreto 59 del 2 aprile 2009, per valutare la capacità di un materiale opaco di sfasare o attenuare il flusso termico nell'arco delle 24 ore viene utilizzata la trasmittanza termica periodica Yie (norma tecnica UNI EN ISO 13786), misurata in W/(m²K).

La trasmittanza termica periodica Yie è il rapporto tra il flusso termico periodico che attraversa l'unità di superficie su un lato del componente (lato interno, pedice "i" o "1") e la sollecitazione termica periodica sull'altro lato (lato esterno, pedice "e" o "2"), nell'ipotesi che la temperatura ambiente sul primo lato sia costante, ed è data da:
Yie = f × U
Dove il fattore di decremento f è riferito a una sollecitazione armonica con periodo di 24 ore e U è la trasmittanza termica.
Valori ottimali si aggirano intorno a 0,10–0,20. Valori buoni sono inferiori a circa 0,40 (valore indicativo), mentre valori scadenti sono quelli superiori a circa 0,40 (valore indicativo), peggiori man mano che si avvicinano a 1.
Si tratta dell'equivalente estivo della trasmittanza.
Rispetto del DM requisiti minimi 26/06/2015 e DM 28 ottobre 2025
Il DM 28 ottobre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre 2025, entrato in vigore il 3 giugno 2026, ha aggiornato il DM 26 giugno 2015, sostituendo integralmente gli Allegati 1 e 2.
Secondo il nuovo DM:
"Il progettista, al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenere la temperatura interna degli ambienti:
b) esegue, a eccezione degli edifici classificati nelle categorie E.6 ed E.8, in tutte le zone climatiche a esclusione della F, per le località nelle quali il valore medio mensile dell’irradianza sul piano orizzontale, nel mese di massima insolazione estiva, Im,s, sia maggiore o uguale a 290 W/m2 :
- almeno una delle seguenti verifiche, relativamente a tutte le pareti verticali opache con l’eccezione di quelle comprese nel quadrante nord-ovest / nord / nord-est:
-
- che il valore della massa superficiale Ms, di cui al comma 29 dell’Allegato A, del decreto legislativo 192/2005, sia superiore a 230 kg/m2;
- che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui alla lettera d), del comma 2, dell’articolo 2, del presente decreto, sia inferiore a 0,10 W/m2 K;
- la verifica, relativamente a tutte le strutture opache orizzontali e inclinate, che il valore del modulo della trasmittanza termica periodica YIE, di cui alla lettera d), del comma 2, dell’articolo 2, del presente decreto, sia inferiore a 0,18 W/m2 K;
Alla prossima, Vincenzo.
